Il Governatore apre all’analisi di Bitcoin come asset di riserva, ma invita alla massima cautela sugli altri digital asset.
Attraverso un post su X, il Governatore della Banca Centrale ceca Aleš Michl ha tracciato una netta linea di demarcazione tra Bitcoin e gli altri asset digitali, proponendo un approccio differenziato che potrebbe segnare un precedente importante.
Durante il Consiglio della Banca tenutosi il 30 gennaio, è stata presentata una proposta per la creazione di un “portfolio di test” dedicato a Bitcoin. L’iniziativa, secondo il Governatore, nasce dall’esigenza di comprendere e sperimentare direttamente le potenzialità dell’asset, pur riconoscendone i rischi.
Il Governatore ha affermato:
“Il mercato crypto è ancora nella sua fase embrionale” , paragonando l’attuale situazione alla transizione dal socialismo al capitalismo degli anni ’90 in Repubblica Ceca, quando numerosi fondi d’investimento nacquero e collassarono in rapida successione. Tuttavia, ha evidenziato come Bitcoin meriti una considerazione separata:
“[Bitcoin] Non dovrebbe essere accomunato agli altri crypto-asset. Come banchieri centrali, abbiamo il dovere di studiarlo e esplorare la tecnologia su cui si basa”.
All’inizio di febbraio il Consiglio della Banca ha approvato l’avvio di un’analisi approfondita sulle opportunità di investimento in nuove asset class, sottolineando che si tratta solo della fase iniziale di un processo più ampio. Il Governatore ha infatti precisato che “Bitcoin è un asset altamente volatile che potrebbe valere zero o una cifra astronomica in futuro”.
Per quanto riguarda il resto del mercato delle criptovalute, il messaggio è stato di estrema cautela:
“Investite solo in ciò che comprendete e siate pronti ad accettare il rischio di perdere l’intero capitale investito”.
La decisione finale sull’implementazione di eventuali cambiamenti nella gestione delle riserve dipenderà dall’esito dell’analisi e dalle successive valutazioni del Consiglio della Banca.