Ankara prepara una legge che conferirà all’agenzia di vigilanza l’autorità di bloccare conti in criptovalute per contrastare il riciclaggio di denaro.
Il governo turco sta lavorando a una nuova normativa che garantirebbe all’agenzia di vigilanza sui crimini finanziari del Paese, conosciuta come Masak, il potere di congelare conti legati a digital asset. L’iniziativa rappresenta un passo nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro e le attività finanziarie illecite.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, le modifiche legislative previste amplieranno il mandato antiriciclaggio di Masak, consentendole di bloccare sia conti bancari tradizionali che wallet digitali. Le nuove disposizioni sarebbero progettate per rispettare le raccomandazioni del Financial Action Task Force (FATF), l’organizzazione intergovernativa che stabilisce gli standard globali per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Cosa prevede il nuovo disegno di legge
Il progetto di legge dovrebbe essere presentato alla Grande Assemblea Nazionale, anche se non è stata ancora comunicata una tempistica precisa.
Qualora la proposta venisse approvata, Masak acquisterebbe l’autorità di congelare o chiudere account sospettati di utilizzo illecito attraverso diverse piattaforme: sistemi di pagamento, istituti di moneta elettronica, banche ed exchange di criptovalute. L’agenzia avrebbe inoltre la facoltà di imporre limiti alle transazioni o inserire in una lista nera i wallet collegati ad attività criminali.
Un obiettivo centrale della legislazione riguarda il contrasto alla diffusione dei cosiddetti “conti in affitto” – profili che i criminali utilizzano pagando privati cittadini per compiere operazioni come gioco d’azzardo illegale o frodi finanziarie.
Inoltre il Ministero delle Finanze sta preparando nuove regole che obbligheranno gli exchange a raccogliere informazioni dettagliate sulla provenienza e lo scopo delle transazioni, oltre a introdurre restrizioni sui trasferimenti di stablecoin.
Adozione in crescita nonostante le restrizioni
L’adozione dei digital asset in Turchia sta registrando una crescita costante, sostenuta dallo sviluppo di piattaforme retail centralizzate e dalla presenza di servizi istituzionali dedicati agli asset digitali nel Paese, secondo il Global Crypto Adoption Index di Chainalysis pubblicato a settembre.
Uno dei principali fattori che ha spinto questa adozione è stata la forte svalutazione della lira turca, in declino costante dal 2018 a causa di una prolungata crisi economica e finanziaria caratterizzata da inflazione elevata, aumento dei costi di finanziamento e default sui prestiti.
Con l’erosione del valore della lira, molti cittadini turchi si sono rivolti alle stablecoin ancorate al dollaro e a Bitcoin come alternative per preservare il proprio potere d’acquisto.





