Il gigante dei pagamenti punta su una licenza bancaria federale per entrare nel mercato delle stablecoin.
Il 30 settembre il colosso dei pagamenti digitali Stripe ha annunciato il lancio di Open Issuance, una piattaforma che consente a qualsiasi impresa di creare e gestire una propria stablecoin utilizzando poche righe di codice.
La nuova soluzione è alimentata da Bridge, società acquisita da Stripe lo scorso anno per $1,1 miliardi. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, le imprese potranno emettere ed eliminare token liberamente, personalizzando le riserve per gestire il rapporto tra liquidità e titoli del tesoro, oltre a selezionare i partner preferiti.
Stripe ha inoltre confermato che tutte le stablecoin emesse tramite Open Issuance saranno completamente interoperabili tra loro.
La piattaforma si distingue per un sistema di gestione delle riserve professionale. I titoli del tesoro sono amministrati da giganti della finanza come BlackRock, Fidelity Investments e Superstate, mentre la liquidità in cash è custodita presso Lead Bank per garantire la necessaria flessibilità operativa.
Secondo quanto riportato da The Information, Stripe intende presentare domanda per ottenere una licenza bancaria federale, un passo fondamentale per conformarsi alle linee guida statunitensi in materia di stablecoin. L’azienda pianifica inoltre di richiedere una licenza fiduciaria presso il Dipartimento dei Servizi Finanziari dello Stato di New York.
Lo scorso maggio, Stripe aveva già lanciato una funzionalità di gestione del denaro basata su stablecoin in dollari USA, permettendo alle aziende di 101 Paesi di detenere saldi in token garantiti dal dollaro, ricevere fondi attraverso infrastrutture sia crypto che fiat e trasferire i token a livello globale. A giugno, l’azienda ha ulteriormente rafforzato la propria posizione acquisendo Privy, una società specializzata in wallet crypto.





