Il programma pilota statunitense permette di utilizzare bitcoin, ether e USDC come garanzia nei mercati dei derivati.
La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti ha pubblicato nuove linee guida per l’utilizzo di asset tokenizzati come collaterale nei mercati dei derivati, aprendo la strada a un programma pilota che permetterà l’impiego delle criptovalute nel settore.
Il programma sperimentale, annunciato l’8 dicembre dal presidente ad interim della CFTC Caroline Pham, consentirà ai futures commission merchants (FCM) – società specializzate nella facilitazione di operazioni su contratti futures per conto dei clienti – di accettare bitcoin, ether e la stablecoin USDC come garanzia per i margini.
Il collaterale nei mercati derivati funziona come un deposito cauzionale: rappresenta una garanzia che assicura la capacità di un trader di coprire eventuali perdite.
I vantaggi per il mercato
L’iniziativa della CFTC rappresenta un ulteriore passo verso l’integrazione dei digital asset nei mercati regolamentati. Heath Tarbert, Ceo di Circle, ha evidenziato che questo programma non solo proteggerà i clienti, ma ridurrà anche le inefficienze nel processo di regolamento delle transazioni e contribuirà alla mitigazione dei rischi.
Caroline Pham ha sottolineato che il programma pilota “stabilisce barriere protettive chiare per salvaguardare gli asset dei clienti e prevede un monitoraggio e una reportistica rafforzata da parte della CFTC”.
I partecipanti al programma saranno sottoposti a requisiti di rendicontazione rigorosi. Gli FCM dovranno presentare report settimanali che documentino il totale delle posizioni dei clienti e qualsiasi problema che possa influenzare l’uso degli asset digitali come collaterale.
La CFTC ha inoltre emanato nuove linee guida che spiegano come gli asset reali tokenizzati, come i titoli del Tesoro e i fondi del mercato monetario, possano essere utilizzati all’interno dell’attuale quadro normativo dell’agenzia.
Per spianare la strada al nuovo regime, la Divisione Market Participants ha ritirato lo Staff Advisory 20-34, un memorandum del 2020 che limitava gli FCM nell’accettare asset digitali come garanzia dei clienti. L’agenzia ha affermato che tale avviso era diventato obsoleto alla luce dei progressi nella tokenizzazione e delle modifiche normative introdotte dal GENIUS Act.





