La Banca Centrale valuta modifiche normative che permetterebbero agli istituti finanziari di operare con bitcoin e criptovalute.
La Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA) sta valutando una revisione della normativa attuale che vieta alle istituzioni bancarie di negoziare asset digitali o fornire servizi correlati al mondo crypto.
Secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Nacion, la BCRA starebbe lavorando a modifiche sostanziali della regolamentazione esistente. Attualmente, gli istituti di credito argentini non possono svolgere alcuna attività legata agli asset digitali, ma questa situazione potrebbe presto cambiare.
Fonti vicine alla questione hanno indicato che le modifiche potrebbero essere approvate già nell’aprile 2026. Un exchange operante nel Paese ha confermato tale tempistica a La Nacion.
Esperti del settore ed exchange locali concordano sul fatto che l’autorizzazione alle banche di accedere alle criptovalute e offrire servizi legati ai digital asset rappresenterebbe una svolta per il Paese.
I dati raccolti da Chainalysis nell’ottobre scorso confermano il crescente interesse dell’Argentina per gli asset digitali: tra luglio 2022 e giugno 2025, il Paese ha registrato un volume di transazioni crypto pari a $93,9 miliardi, posizionandosi al secondo posto in America Latina.
L’eventuale apertura dell’Argentina si inserisce in un contesto regionale in evoluzione. Il Brasile, leader latinoamericano per volume di transazioni in criptovalute, ha recentemente ampliato la propria regolamentazione finanziaria per includere l’industria degli asset digitali. Le nuove norme brasiliane impongono ai fornitori di servizi crypto di ottenere l’autorizzazione della Banca Centrale per operare.





