Il colosso degli indici azionari annuncia un ripensamento sulla classificazione delle aziende che detengono digital asset.
Il provider di indici finanziari MSCI ha annunciato di aver abbandonato il piano che avrebbe escluso dai suoi benchmark azionari globali le cosiddette Digital Asset Treasury Companies (DATCO), ossia quelle società le cui partecipazioni in asset digitali rappresentano almeno il 50% del totale degli attivi.
La decisione rappresenta una vittoria per aziende come Strategy, il cui titolo ha registrato un balzo del 6% nelle contrattazioni after-hours.
La retromarcia di MSCI mantiene lo status quo per le società che hanno costruito la propria strategia aziendale attorno all’accumulo di bitcoin e altre criptovalute. Secondo quanto comunicato dall’azienda, il metodo attuale rimarrà in vigore mentre viene condotto uno studio più ampio su come trattare le imprese che detengono rilevanti quantità di asset non operativi.
“Distinguere tra società d’investimento e altre aziende che detengono asset non operativi, come gli asset digitali, nell’ambito delle loro operazioni principali piuttosto che per scopi d’investimento richiede ulteriore ricerca e consultazione con i partecipanti al mercato”, ha dichiarato MSCI in una nota ufficiale.
Quando MSCI aveva inizialmente proposto l’esclusione alla fine del 2025, gli analisti di mercato avevano lanciato l’allarme: una tale mossa avrebbe potuto scatenare vendite per un valore compreso tra $10 miliardi e $15 miliardi su decine di società quotate con treasury in digital asset.
JPMorgan aveva stimato che i soli deflussi passivi legati agli indici MSCI avrebbero potuto raggiungere circa $2,8 miliardi per Strategy, qualora i fondi indicizzati fossero stati costretti a liquidare le posizioni.
Strategy ha accolto con entusiasmo la decisione, pubblicando su X:
“MSCI ha confermato che le Digital Asset Treasury Companies rimarranno negli indici MSCI per la revisione di febbraio 2026. Un risultato solido per l’indicizzazione neutrale e la realtà economica”.
MSCI ha comunicato di aver raccolto le preoccupazioni degli investitori che temono che alcune DATCO si comportino più come fondi d’investimento che come società operative. I fondi d’investimento, tradizionalmente, non sono ammessi nei benchmark azionari del provider.
Per questo motivo, l’azienda sta lavorando all’elaborazione di nuovi parametri di valutazione che potrebbero includere misure basate su rendiconti finanziari e altri indicatori distintivi. La revisione si estenderà oltre le sole società con tesoreria in criptovalute, abbracciando una riflessione più ampia sulla classificazione delle imprese che detengono asset non operativi di vario tipo.





