Due individui in custodia cautelare per aver sottratto bitcoin sequestrati nel 2021.
Secondo quanto riportato dal quotidiano JoongAng Ilbo, la polizia sudcoreana ha arrestato due persone il 25 febbraio con l’accusa di aver sottratto 22 BTC custoditi presso la stazione di polizia di Gangnam, a Seoul. I due sospettati sono stati presi in custodia dalla Gyeonggi Northern Provincial Police Agency con l’accusa di violazione dell’Information and Communications Network Act per aver “fatto trapelare” i fondi da un dispositivo detenuto dalla stazione di polizia di Gangnam.
I 22 BTC in questione, del valore di circa $1,5 milioni ai prezzi attuali di mercato, erano stati originariamente sequestrati nel novembre 2021 nell’ambito di un’indagine sulla “A Coin Foundation”, un’organizzazione che aveva sporto denuncia per la “scomparsa” di 700 milioni di unità del proprio token nativo. I bitcoin risultavano mancanti solo di recente, a distanza di circa cinque anni dal sequestro.
Al centro del caso vi è un’irregolarità nella catena di custodia: invece di conservare gli asset digitali sequestrati su un dispositivo gestito dallo Stato, la polizia aveva utilizzato un cold wallet fornito dalla stessa A Coin Foundation, ovvero la parte denunciante nel procedimento. I due arrestati sarebbero riconducibili proprio alla A Coin Foundation e sono sospettati di aver utilizzato la frase mnemonica di recupero del wallet per accedere ai fondi e sottrarre i bitcoin. Il report non indica che i 22 BTC siano stati recuperati.
“Stiamo indagando sulle circostanze relative alla fuga dei beni virtuali, ma poiché le indagini sono ancora in corso, non possiamo confermare alcun dettaglio specifico”, ha dichiarato un funzionario della Gyeonggi Northern Provincial Police Agency.
Il caso presenta un ulteriore elemento di corruzione istituzionale. Il detective originariamente incaricato del caso di hacking di A Coin nel 2021 presso la stazione di Gangnam, un ex sovrintendente senior identificato solo come “D”, sta attualmente scontando una pena detentiva. L’uomo era stato incriminato per corruzione legata alla A Coin Foundation e ha ricevuto una condanna a 18 mesi di carcere nell’agosto 2024. Secondo i documenti giudiziari citati nel rapporto, i funzionari della fondazione avevano fornito tangenti per accelerare le indagini sull’hacking e garantire che procedessero a loro favore.





