Lo staff municipale ha concluso che la Vancouver Charter non consente di detenere bitcoin come asset di riserva della città.
Lo staff del Comune di Vancouver ha raccomandato la chiusura della mozione che esplorava la possibilità di rendere la città “Bitcoin-friendly”, dopo aver determinato che la normativa vigente non permette di detenere bitcoin come asset di riserva municipale. La raccomandazione è contenuta in un report al consiglio sulle mozioni pendenti, in cui lo staff ha dichiarato di aver “conclusivamente determinato” che Bitcoin non è “un asset di investimento ammissibile”.
Lo staff ha citato la Vancouver Charter, la legge provinciale che disciplina il funzionamento del Comune e la gestione dei fondi municipali, come ostacolo normativo. Il Ministero degli Affari Municipali della Columbia Britannica aveva già chiarito al momento del lancio della proposta che i Comuni non possono detenere riserve finanziarie in digital asset secondo le norme provinciali, precisando che l’intento della legislazione “è che i fondi degli enti locali non siano esposti a rischi indebiti”.
Il documento sottolinea inoltre la necessità di ridefinire le priorità nell’impiego delle risorse del personale e di allineare il lavoro con altre iniziative già avviate dalla città, elementi indicati come ulteriori motivazioni alla base della raccomandazione.
La vicenda ha origine nel 2024, quando il sindaco Ken Sim aveva promosso una mozione chiedendo agli uffici comunali di studiare la possibilità di accettare tasse e commissioni in asset digitali e di convertire parte delle riserve finanziarie della città in bitcoin. Sim aveva difeso la proposta sostenendo che bitcoin fosse stato l’asset con le migliori performance “negli ultimi 16 anni”, argomentando che dovesse quantomeno essere considerato nell’ambito di un portafoglio diversificato.
L’unico consigliere che si era opposto alla mozione, Pete Fry, ha dichiarato ai media locali di ritenere la proposta già archiviata: “Pensavo fosse già morta e sepolta”, ha detto. “Probabilmente è stato utile che venisse menzionata nel report, ma non sono nemmeno sicuro che fosse del tutto necessario”.





