Il Dipartimento di Giustizia USA richiede un secondo dibattimento per il caso del mixer Tornado Cash.
I pubblici ministeri statunitensi hanno formalmente richiesto alla corte federale di fissare una nuova data per il processo a carico di Roman Storm, co-creatore della piattaforma Tornado Cash, accusato di vari reati finanziari.
Secondo i documenti depositati lunedì presso il tribunale distrettuale del Southern District di New York, il Dipartimento di Giustizia americano intende procedere con un secondo procedimento giudiziario concentrato su due capi d’accusa rimasti irrisolti. La proposta avanzata dai procuratori federali prevede l’inizio del dibattimento tra la prima e la seconda settimana di ottobre 2026, con una durata stimata di circa tre settimane.
Le accuse contro Roman Storm
Storm si trova al centro di un’indagine che riguarda Tornado Cash, un protocollo decentralizzato di mixing di digital asset che, secondo le autorità federali, sarebbe stato utilizzato per ripulire oltre un miliardo di dollari in fondi di provenienza illecita.
Il primo processo, conclusosi nell’agosto scorso, ha prodotto un verdetto parziale: la giuria ha riconosciuto Storm colpevole per l’accusa di trasmissione di denaro non autorizzata, ma non è riuscita a raggiungere un’unanimità sulle imputazioni relative al riciclaggio di denaro e alla violazione delle sanzioni internazionali.
I pubblici ministeri hanno specificato nella loro istanza che intendono procedere nuovamente con i capi d’accusa Uno e Tre dell’atto d’accusa modificato. Nonostante sia pendente una mozione della difesa per l’assoluzione immediata, programmata per essere discussa il 9 aprile, il Dipartimento di Giustizia ha sollecitato la corte a stabilire una data per evitare conflitti di calendario futuri.
Le conseguenze legali
Per Storm, una condanna su entrambi i capi d’accusa oggetto del nuovo processo potrebbe comportare una pena detentiva massima di 40 anni nelle carceri federali statunitensi.
In un messaggio pubblicato su X, Storm ha affermato:
“Non smetterò mai di lottare per la libertà. Questi due capi d’accusa equivalgono fino a 40 anni di carcere federale – per aver scritto codice open-source. Per un protocollo che non controllo. Per transazioni che non ho mai toccato”.
Storm ha inoltre rivelato di aver già esaurito i fondi destinati alla sua difesa legale.
Il procedimento giudiziario contro Storm è iniziato durante l’amministrazione Biden, ma la posizione del Dipartimento di Giustizia sugli sviluppatori di software ha subito un’evoluzione con l’arrivo dell’amministrazione Trump.
Lo scorso agosto, Matthew J. Galeotti, procuratore generale assistente ad interim per la Divisione Criminale del Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato esplicitamente che “scrivere codice” non costituisce un crimine.
Inoltre, un recente report del Dipartimento del Tesoro presentato al Congresso ha riconosciuto che i mixer come Tornado Cash possono avere utilizzi legittimi per la tutela della privacy, come la protezione del patrimonio personale o delle donazioni benefiche.
Va ricordato che le sanzioni imposte dal Tesoro a Tornado Cash nel 2022 sono state revocate nel 2025 in seguito a una sentenza giudiziaria favorevole.





