Olaoluwa Osuntokun di Lightning Labs ha sviluppato un sistema che permette di recuperare i fondi in caso di aggiornamento difensivo contro i computer quantistici.
Olaoluwa “Roasbeef” Osuntokun, CTO di Lightning Labs, ha presentato il primo prototipo funzionante di uno strumento pensato per salvaguardare i wallet Bitcoin in caso di attivazione di un aggiornamento d’emergenza contro i computer quantistici. L’annuncio è arrivato l’8 aprile 2026 tramite un post alla mailing list degli sviluppatori Bitcoin.
Il problema che il prototipo intende risolvere è specifico: una delle principali proposte di difesa quantistica per Bitcoin, nota come BIP-360 e incorporata nel repository delle improvement proposals a febbraio come bozza, prevede la possibilità di disattivare a livello di rete l’attuale sistema di firme digitali, il cosiddetto “emergency brake”. Questa misura drastica impedirebbe a un computer quantistico di falsificare le firme e drenare i fondi, ma al tempo stesso lascerebbe bloccati tutti i wallet – in particolare i wallet Taproot introdotti nel 2021 – che non usano altro meccanismo per autorizzare le transazioni. I fondi sarebbero di fatto intoccabili anche dai legittimi proprietari.
Il prototipo di Osuntokun funziona come via d’uscita alternativa: invece di dimostrare la proprietà tramite firma digitale – il meccanismo che un attacco quantistico potrebbe compromettere – il sistema consente all’utente di provare matematicamente di aver creato il wallet usando il seed segreto originale, senza doverlo rivelare. In questo modo, usare il tool per recuperare un wallet non mette a rischio gli altri wallet derivati dallo stesso seed. In sostanza, sostituisce il concetto di “posso firmare questa transazione” con “posso dimostrare che questo wallet viene da me”.
I test sul prototipo mostrano risultati concreti: eseguito su un MacBook consumer di fascia alta, la generazione della prova ha richiesto circa 55 secondi, mentre la verifica è avvenuta in meno di due secondi. Il file di prova risultante pesa circa 1,7 MB, paragonabile a un’immagine ad alta risoluzione. Osuntokun ha precisato che il sistema è stato sviluppato come progetto parallelo e non è ancora ottimizzato.
Al momento non esiste una proposta formale per integrare lo strumento nella blockchain Bitcoin, né una tempistica di deployment. Gli sviluppatori restano divisi sull’urgenza reale della minaccia quantistica: i ricercatori accademici sottolineano che molti dei cosiddetti “breakthrough” quantistici si basano su condizioni di test semplificate, e che un attacco su larga scala a Bitcoin si scontrerebbe con limiti fisici difficili da superare – come ricordato di recente in uno studio accademico.
Il prototipo di Osuntokun colma comunque un vuoto teorico che persisteva da tempo nel piano di contingenza di Bitcoin contro la minaccia quantistica, offrendo una soluzione concreta al problema del dibattito su quantum computing e sicurezza dei fondi.





