Il Dipartimento di Giustizia americano ha riportato sotto i riflettori il più grande caso di confisca di bitcoin nella storia, collegato a frodi cripto, traffico di esseri umani e criminalità organizzata.
Il Dipartimento di Giustizia americano (DOJ) ha riacceso l’attenzione sulla più grande caso di confisca di bitcoin mai registrato, dopo nuova reportistica sulle operazioni internazionali contro i cosiddetti “scam compound”. Il caso era stato annunciato per la prima volta il 14 ottobre 2025, quando i procuratori avevano presentato accuse penali contro il cittadino cambogiano Chen Zhi, noto anche come Vincent, e depositato una denuncia civile di confisca. Il DOJ ha definito la propria azione “il più grande caso di confisca nella storia del Dipartimento di Giustizia”.
Chen Zhi è accusato di aver fondato e presieduto il Prince Holding Group, un conglomerato con sede in Cambogia. I pm federali lo hanno incriminato a Brooklyn per cospirazione a commettere frode telematica e cospirazione al riciclaggio di denaro. La denuncia civile di confisca riguarda circa 127.271 BTC, equivalenti a circa 15 miliardi di dollari al momento dell’annuncio, detenuti in custodia statunitense. Si tratta di un record assoluto per il DOJ in termini di valore dei beni rivendicati.
Parallelo al caso Chen Zhi, l’FBI ha condotto l’Operazione Haochen, mirata al truffatore Tai Chang situato a Kyaukhat, in Myanmar, in un territorio controllato dalla Democratic Karen Benevolent Army (DKBA), una milizia armata con presunti legami con la criminalità organizzata cinese, già sanzionata dalle autorità americane. L’operazione ha portato al sequestro di circa 30 milioni di dollari collegati a Tai Chang e ad altri compound correlati. L’FBI ha inoltre collaborato con Starlink, ottenendo informazioni di geolocalizzazione che hanno permesso di identificare terminali satellitari usati per supportare le operazioni truffatorie in Myanmar: oltre 7.000 terminali sono stati sospesi nell’ambito di questo sforzo.
L’Operazione Blackout ha rappresentato la campagna ombrello dell’FBI contro i truffatori operativi in Asia, Africa e Medio Oriente, con azioni che hanno coinvolto Cambogia, Myanmar, Thailandia e gli Emirati Arabi Uniti. Il direttore dell’FBI Kash Patel ha dichiarato: “Abbiamo contribuito a liberare quasi 2.000 lavoratori vittime di tratta, chiuso oltre 8 miliardi di dollari in frodi legate a truffatori e arrestato quasi 300 persone”.
L’FBI ha citato anche l’Operazione Level Up, un’iniziativa di protezione delle vittime avviata insieme all’US Secret Service per identificare e notificare le vittime di frodi legate agli investimenti in criptovalute. Il programma ha contattato 8.935 potenziali vittime e ha prevenuto perdite stimate in circa 562,7 milioni di dollari. In un’azione separata annunciata ad aprile, la Scam Center Strike Force del DOJ ha incriminato due cittadini cinesi, sequestrato un canale Telegram usato per reclutare lavoratori nei compound e preso il controllo di 503 siti web fraudolenti di investimento.





