Lo studio triennale della Federal Reserve fotografa un sistema che si digitalizza sotto la regia dello Stato: chi controlla i dati dell’infrastruttura di pagamento controlla la moneta
Ogni tre anni la Federal Reserve conduce il suo Federal Reserve Payments Study, la rilevazione statistica più ampia sui flussi di pagamento negli Stati Uniti. Il 1° luglio 2025 il Board of Governors ha pubblicato i risultati iniziali dell’edizione 2025, che copre le transazioni avvenute nel 2024. I dati completi saranno rilasciati in fasi successive, ma le prime tabelle offrono già una mappa dettagliata di dove scorrono i pagamenti al dettaglio americani.
I pagamenti digitali crescono a scapito del contante e degli strumenti cartacei. Assegni e transazioni fisiche cedono quota ai trasferimenti elettronici, alle carte e ai sistemi di pagamento in tempo reale. La rete ACH (Automated Clearinghouse) e il servizio FedNow – lanciato dalla Fed nel 2023 – occupano una posizione sempre più centrale nell’architettura di regolamento. Secondo i dati preliminari dello studio, la direzione è chiara: il sistema di pagamento americano si consolida attorno a infrastrutture gestite o vigilate dalla banca centrale.
Lo studio non menziona esplicitamente un dollaro digitale (CBDC), ma l’architettura che descrive ne costituisce il substrato tecnico e istituzionale. FedNow è già un sistema di liquidazione in tempo reale gestito direttamente dalla banca centrale; estenderlo a un conto accessibile ai privati sarebbe, dal punto di vista ingegneristico, un passo relativamente breve. La distinzione tra un’infrastruttura di pagamento centralizzata molto capillare e una CBDC a tutti gli effetti diventa, a quel punto, una questione di definizione politica più che tecnica.





