La proposta resta aperta dopo dati su 22 indirizzi raggiunti e sette nodi idonei
La proposta prevede un avviso nella serie 32.x
I contributor di Bitcoin Core stanno valutando se mantenere il supporto a CJDNS, trasporto peer-to-peer opzionale. Ava Chow ha riferito che un database di seeder conteneva 25 indirizzi CJDNS, ne aveva raggiunti 22 e ne classificava sette come nodi idonei.
Martin Zumsande, autore dell’issue, ha scritto di osservare soltanto tre o quattro peer, nonostante Bitcoin Core includa 11 seed CJDNS fissi. La discussione considera un avviso nella serie 32.x e una possibile rimozione nella 33.x. La sequenza resta una proposta: l’issue è aperta nella milestone 32.0 e non mostra un ramo di sviluppo o una pull request di implementazione.
Il filtro del seeder applica requisiti più severi della semplice raggiungibilità. Per essere classificato «good», un nodo deve superare controlli su porta, servizio di rete annunciato, versione del protocollo, altezza della chain e affidabilità su più finestre temporali. Questi criteri spiegano la differenza tra 22 indirizzi raggiunti e sette nodi idonei.
La documentazione di Bitcoin Core scoraggia già l’uso esclusivo di CJDNS: un nodo potrebbe non riempire le connessioni in uscita, riprovare pochi indirizzi conosciuti ed essere più esposto ad attacchi Sybil. Un «eclipse attack» isola un nodo monopolizzando i peer che ne determinano la visione della rete. Bitcoin Core mantiene normalmente otto connessioni outbound full-relay e due block-relay-only, con connessioni aggiuntive occasionali.
CJDNS 22.1 ha introdotto l’auto-peering tramite DNS seed l’8 gennaio 2025. Bitcoin Core ha aggiornato la documentazione di configurazione il 30 marzo 2026 e il 18 agosto 2026 ha integrato un cambiamento che scoraggia esplicitamente l’uso esclusivo di CJDNS. Un’eventuale rimozione riguarderebbe la gestione degli indirizzi e le opzioni di connessione, non le regole di consenso e validità dei blocchi di Bitcoin.





