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9 marzo 1993: Cypherpunk day

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Marzo 20, 2024
in Bitcoin, Feature
cypherpunk day
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Trentuno anni fa veniva pubblicato il Manifesto Cypherpunk: storia e principi di un movimento che ha ispirato la nascita di Bitcoin.

Sono passati ormai 31 anni dal 9 marzo 1993, giorno in cui Eric Hughes, matematico, crittografo e programmatore americano, pubblica  “A Cypherpunk’s Manifesto”.

Il documento delinea i principi fondamentali del movimento cypherpunk, sottolineando l’importanza dell’anonimato e della crittografia nell’era dell’informazione.
Il movimento ribadisce il proprio impegno a proteggere la privacy e la libertà individuale delle persone nei confronti dei governi e delle corporazioni.

I principi del movimento

I cypherpunk credono che la tecnologia, in particolare la crittografia, possa essere utilizzata per proteggere la privacy e la libertà individuale delle persone e per creare una società più libera.

Il movimento cypherpunk si basa su alcuni principi chiave:

  • Libertà di parola e di espressione: i cypherpunk credono che la libertà di parola e di espressione siano fondamentali per una società libera;
  • Diritto alla privacy: i cypherpunk credono che la privacy sia un diritto fondamentale e sostengono che le persone dovrebbero avere il controllo dei propri dati personali;
  • Accesso libero e aperto all’informazione: i cypherpunk credono che l’informazione debba essere libera e accessibile a tutti.

“Noi Cypherpunk siamo attivi nella costruzione di sistemi informatici anonimi grazie all’impiego della crittografia, affinché lo scambio di informazioni e di denaro resti riservato. Noi scriviamo il codice software e lo divulghiamo gratuitamente affinché sia disponibile e adottato dal maggior numero di persone”.

Le origini del movimento

Il movimento Cypherpunk è un gruppo di attivisti emerso tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 con un interesse comune per la crittografia, la privacy e la protezione delle libertà individuali nell’era digitale.

Nel corso dell’ultimo decennio del ‘900 si combatterono le cosiddette “Crypto Wars”, durante le quali il governo degli Stati Uniti paragonò la diffusione della crittografia all’esportazione di armi da fuoco. Attraverso l’Arms Export Control Act (AECA) emanato dal Congresso nel 1976, il governo rese illegale distribuire armamenti in altri Paesi senza una licenza, inclusa la crittografia. In caso di violazione dell’AECA, la pena era fino a 10 anni di prigione o una multa fino a un milione di dollari.
Tale mossa vietava quindi la divulgazione di codice crittografico che veniva considerata al pari del trasporto di munizioni e armamenti. Difatti, fino al 1997, per il governo statunitense il codice crittografico era legalmente una bomba.
I cypherpunk lottarono contro le restrizioni, sostenendo che la crittografia fosse vitale per la libertà e la sicurezza individuale. Organizzarono campagne di sensibilizzazione, battaglie legali e attivismo di base per contrastare il controllo del governo. Ad esempio, un gruppo di attivisti iniziò a stampare piccole parti di codice crittografico su delle magliette. 

Le prime radici del movimento cypherpunk ebbero origine dagli studi del crittografo David Chaum su tematiche quali il denaro digitale anonimo e i sistemi di reputazione pseudonimizzati, descritti nel documento del 1985 “Security without Identification: Transaction Systems to Make Big Brother Obsolete“.
Nel 1989 Chaum sviluppò DigiCash, il primo sistema di pagamento elettronico basato sulla crittografia asimmetrica e blind-signature.

Nel 1991 Phil Zimmermann inventò Pretty Good Privacy (PGP), un programma di crittografia per le e-mail facile da usare che permetteva alle persone di proteggere le proprie comunicazioni via e-mail. Nello stesso anno, i due ricercatori Stuart Haber e W. Scott Stornetta pubblicarono il paper “How to Time-Stamp a Digital Document”, dove dimostrarono come affermare con assoluta certezza l’esistenza di uno specifico documento in un determinato momento storico. 

In seguito, nel 1992, con la pubblicazione del “The Crypto Anarchist Manifesto”, Timothy C. May, scrittore politico e ingegnere americano gettò le basi filosofiche del movimento.
Alla fine del 1992 Eric Hughes, John Gilmore e Timothy May diedero vita a un piccolo gruppo di appassionati informatici, che successivamente prese il nome di movimento cypherpunk.
Il movimento nacque in risposta alle crescenti preoccupazioni per la sorveglianza governativa e la continua erosione della privacy nell’era digitale.
Composto da attivisti, hacker, programmatori, crittografi e informatici, il movimento comunicava inizialmente tramite mailing list.

I loro ideali hanno ispirato la nascita di innovazioni come WikiLeaks, BitTorrent, Tor e Bitcoin.

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