La Banca Centrale britannica potrebbe allentare i vincoli alle riserve aziendali di stablecoin dopo le proteste del settore.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Bank of England (BoE) sta riconsiderando la propria posizione sui limiti proposti per le riserve aziendali di stablecoin, con l’intenzione di introdurre esenzioni per le società che necessitano di mantenere quantità più consistenti di asset digitali ancorati alle valute fiat.
Il dietrofront dopo le pressioni del settore
Il ripensamento della BoE arriva in seguito a forti critiche da parte dell’industria crypto e alla crescente competizione internazionale. Gli Stati Uniti, in particolare, stanno avanzando verso una regolamentazione più definita attraverso il GENIUS Act, diventato legge lo scorso luglio.
Inizialmente, la Banca d’Inghilterra aveva proposto tetti a £20.000 (circa $27.000) per gli individui e £10 milioni per le aziende.
L’obiettivo dichiarato era triplice: mantenere il controllo sull’offerta monetaria, tutelare i consumatori e prevenire un’eccessiva dipendenza da valute digitali emesse da privati. Tuttavia, mentre questi limiti potrebbero funzionare per le imprese tradizionali, le società native del settore crypto sostengono che tali vincoli limiterebbero le loro operazioni.
Le aziende del settore necessitano infatti di detenere riserve sostanziali di stablecoin per gestire trading e liquidità. Per questo motivo, la BoE starebbe valutando la concessione di esenzioni specifiche per queste realtà.
Il cambio di opinione del governatore Bailey
Il Governatore della BoE, Andrew Bailey, aveva precedentemente lanciato l’allarme sui rischi che le stablecoin emesse privatamente potrebbero rappresentare per la stabilità finanziaria e per la capacità dei governi di condurre politiche monetarie efficaci.
Tuttavia, nelle dichiarazioni della scorsa settimana, Bailey ha assunto un tono più conciliante, riconoscendo che le stablecoin potrebbero rappresentare un’innovazione utile, capace di coesistere all’interno del sistema finanziario più ampio.





