Come Bitcoin sta conquistando Wall Street e i governi, trasformandosi da asset speculativo a riserva strategica globale.
Nel lungo processo di monetizzazione di Bitcoin, iniziato nel 2009 e destinato a concludersi quando la criptovaluta diventerà unità di conto universale, il triennio 2024-2026 sarà ricordato come l’epoca dell’adozione istituzionale.
Analizzando retrospettivamente gli anni precedenti, il ciclo 2017-2021 aveva registrato un notevole interesse da parte degli investitori retail, ma scarso entusiasmo dalle istituzioni finanziarie. La seconda metà del 2022 e il primo semestre del 2023 passeranno alla storia come il “Bitcoin winter”, con quotazioni precipitate fino a $15.500 nella settimana successiva al collasso dell’exchange FTX.
La svolta nell’atteggiamento istituzionale si è materializzata nel giugno 2023, quando BlackRock ha presentato alla Securities and Exchange Commission (Sec) statunitense la richiesta per un ETF spot su Bitcoin. Fino a quel momento, negli Stati Uniti erano disponibili esclusivamente ETF sui futures, non spot, dove l’emittente deve acquistare fisicamente l’equivalente dell’asset sottoscritto dai clienti. Questa mossa ha scatenato una vera e propria “corsa agli ETF”, con altre 10 istituzioni che hanno rapidamente presentato domanda per ETF spot su Bitcoin.
2024: l’anno degli ETF Spot su Bitcoin
Il 2024 si è aperto con l’approvazione della Sec di 11 ETF spot su Bitcoin, una data destinata a segnare l’inizio di una nuova era per la criptovaluta. Per la prima volta, ampie fasce della popolazione precedentemente escluse dall’ecosistema Bitcoin hanno potuto accedervi, seppur attraverso la custodia istituzionale. Questa categoria comprende:
- investitori istituzionali;
- aziende (eccetto quelle guidate da Ceo come Michael Saylor);
- fondi pensione;
- compagnie assicurative;
- consulenti finanziari;
- investitori retail interessati a includere bitcoin nei loro portafogli azionari.
A diciassette mesi dall’approvazione, gli ETF spot hanno raccolto $46 miliardi. Secondo Larry Fink, Ceo di BlackRock, il lancio di IBIT rappresenta il debutto di maggiore successo nella storia degli ETF.
2025: riserve strategiche e adozione aziendale
Il 2025 è caratterizzato dal concetto di “Riserva strategica di bitcoin”. Con l’insediamento dell’amministrazione Trump, l’atteggiamento degli Stati Uniti verso Bitcoin è mutato da “ostile” a “favorevole”. Dopo alcune iniziative controverse in stile crypto – come il lancio di una meme coin denominata Trump o l’annuncio di una riserva strategica inizialmente inclusiva di ADA e XRP – il 7 marzo 2025 gli Stati Uniti hanno ufficialmente istituito una “Riserva strategica di bitcoin” con linee guida chiare.
Bitcoin è stato distintamente separato da qualsiasi altra criptovaluta, creando una “Strategic Bitcoin Reserve” distinta dal “Digital Asset Stockpile”. È stato specificato che tutti i bitcoin attualmente in possesso del governo statunitense entrano automaticamente nella riserva e non saranno venduti, clausola non estesa alle altcoin. Il Segretario del Tesoro e il Segretario del Commercio hanno ricevuto il mandato di identificare modalità per acquisire nuovi bitcoin senza gravare sui contribuenti (budget neutral). Questo passaggio è stato frainteso da molti, che hanno interpretato l’acquisizione di nuovi bitcoin come incerta. In realtà, il mandato è imperativo: il documento ufficiale utilizza il termine “shall” (deve) anziché “can” o “may” (può). Bo Hines, nuovo direttore degli asset digitali per gli USA, alla domanda “quanti bitcoin intendete acquistare” ha risposto inequivocabilmente: “il maggior numero possibile”.
L’iniziativa non si limita al governo federale. Attualmente tre Stati hanno già istituito riserve strategiche di Bitcoin: New Hampshire, Arizona e Texas. Parallelamente, cresce il numero di aziende che seguono l’esempio di Strategy: secondo Bitcoin Treasuries, 214 aziende hanno integrato bitcoin nei loro bilanci, tra cui GameStop, Metaplanet, Semler Scientific, Hive Digital Technologies ed Exodus Movement. Tale elenco è destinato ad ampliarsi con l’aumento del prezzo di bitcoin.
Sviluppi normativi favorevoli
Gli ultimi diciotto mesi hanno registrato importanti progressi normativi pro-Bitcoin.
Il 23 gennaio 2025, la Sec ha revocato la controversa normativa bancaria SAB 121 che imponeva alle banche e agli istituti finanziari regolamentati di registrare le criptovalute dei clienti come passività nei loro bilanci. Il 28 maggio 2025, gli Stati Uniti hanno eliminato le barriere per l’inclusione di bitcoin nei piani pensionistici 401(k).
Numerose personalità influenti e istituzioni precedentemente scettiche hanno modificato la loro posizione. Banco Santander, che anni fa bloccava i bonifici verso l’exchange Binance, sta ora valutando di offrire servizi di trading di criptovalute. Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan e storico detrattore di Bitcoin, ha recentemente annunciato che la sua banca consentirà ai clienti di acquistare ETF spot su Bitcoin.
Anche la retorica degli oppositori si è evoluta. La governatrice dell’Arizona, Katie Hobbs, nel porre il veto su una legge pro-Bitcoin, ha motivato la decisione definendo Bitcoin “un investimento non testato”, abbandonando le tradizionali argomentazioni su “mancanza di valore intrinseco” o “uso criminale“.
Stato attuale e prospettive
Nonostante la distanza dall’adozione istituzionale completa, i progressi degli ultimi diciotto mesi sono stati significativi. Secondo un sondaggio pubblicato da PlanAdviser, nel quarto trimestre 2024 un consulente finanziario su cinque ha raccomandato le criptovalute ai clienti, mentre oltre un terzo (35%) le ha consigliate ad almeno la metà della propria clientela. L’allocazione più raccomandata è del 2%.
Nel tempo, si prevede un incremento sia del numero di consulenti finanziari che raccomandano Bitcoin, sia della percentuale di allocazione suggerita. Se nel 2024 circa il 70-75% delle allocazioni negli ETF spot proveniva da investitori retail, nel 2025 la componente istituzionale sta acquisendo crescente rilevanza. Bloomberg ha riportato che nelle ultime cinque settimane, mentre gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato afflussi per $9 miliardi, gli ETF sull’oro hanno subito deflussi per $2,8 miliardi.
Tale interesse assume particolare significato considerando che meno di tre anni fa, nel novembre 2022, circa una settimana dopo il fallimento di FTX, Bitcoin toccava il minimo ciclico di $15.500. In quel periodo, la maggioranza del mondo bancario e istituzionale si opponeva a Bitcoin, con la Banca Centrale Europea che pubblicava il celebre articolo “Bitcoin’s Last Stand”, prevedendo l’imminente irrilevanza della criptovaluta.
Proseguendo questo trend, i prossimi diciotto mesi potrebbero rivelarsi decisivi, soprattutto in caso di significativo aumento del prezzo. Quotazioni più elevate amplificheranno l’interesse globale per Bitcoin.
Adozione istituzionale: beneficio o minaccia per Bitcoin?
È fondamentale chiarire l’obiettivo finale di Bitcoin. Se l’obiettivo è, come io credo, diventare denaro globale, il coinvolgimento del mondo politico e istituzionale risulta inevitabile. Separare il denaro dallo Stato significa eliminare il potere di manipolare l’offerta monetaria, non impedire l’utilizzo del denaro da parte delle istituzioni.
Wall Street e i vari governi non stanno manipolando Bitcoin. Ogni Stato, azienda, banca o fondo di investimento che adotta una posizione favorevole verso Bitcoin dovrebbe essere considerato una vittoria per la criptovaluta, considerando i suoi diciassette anni di esistenza.
Nessuna di queste istituzioni sta alterando Bitcoin: l’offerta rimane limitata a 21 milioni di unità, un nuovo blocco viene creato ogni dieci minuti circa, l’halving avviene ogni 210.000 blocchi. Come scrisse Satoshi Nakamoto: “La natura di Bitcoin è tale che, una volta rilasciata la versione 0.1, il design di base è stato fissato per il resto della sua esistenza”.





