Il gigante del mining registra una forte crescita nella produzione di bitcoin e si espande nel settore AI con investimenti da centinaia di milioni di dollari.
Bitdeer Technologies ha annunciato un incremento del 541% anno su anno nella produzione di bitcoin. L’azienda con sede a Singapore ha minato 705 BTC nel mese di febbraio, registrando contemporaneamente una crescita dei ricavi del 225% rispetto al trimestre precedente. In seguito alla notizia, le azioni BTDR hanno guadagnato l’8% nelle prime ore di contrattazione, scambiando a $8,13.
La società sta perseguendo una strategia che combina il mining con l’emergente business dell’intelligenza artificiale. Per finanziare tale espansione, l’azienda ha completato un’emissione di obbligazioni convertibili senior da $375 milioni, destinata specificamente allo sviluppo della sua infrastruttura AI e High-Performance Computing (HPC).
La divisione GPU cloud di Bitdeer ha già generato $21 milioni in ricavi annuali ricorrenti al 28 febbraio. I vertici aziendali hanno annunciato l’intenzione di aumentare le tariffe orarie per il noleggio delle GPU H100 a marzo, sfruttando la forte domanda dei clienti. Attualmente, Bitdeer ha dispiegato 2.096 GPU con un tasso di utilizzo del 64%, prevedendo il raggiungimento della piena capacità entro la fine di marzo.
Sul fronte del mining, i numeri confermano la posizione dominante di Bitdeer nel panorama globale. L’hashrate di self-mining ha raggiunto 68 EH/s durante il periodo considerato, mentre l’hashrate totale gestito si attesta a 79,1 EH/s, distribuito su 314.000 impianti.
La capacità elettrica globale complessiva ammonta a 3.013,50 megawatt, distribuita tra siti operativi e progetti in pipeline. Per liberare spazio fisico destinato alla conversione in data center AI/HPC, Bitdeer ha avviato la dismissione di miner Bitcoin presso le strutture di Tydal in Norvegia e Wenatchee nello Stato di Washington.
Sul versante finanziario, Tether ha recentemente acquisito $42 milioni in azioni Bitdeer, incrementando la propria partecipazione al 20,1%. I vertici aziendali prevedono di finalizzare a breve accordi di colocation per i siti in Norvegia e Ohio, consolidando ulteriormente la presenza internazionale dell’azienda.





