Se approvata la nuova riforma fiscale potrebbe introdurre una tassa del 30% sulle criptovalute non dichiarate.
Il Brasile si prepara a modificare il trattamento fiscale delle criptovalute con una nuova proposta legislativa. Il governo ha avanzato un disegno di legge che permetterebbe ai cittadini di dichiarare asset digitali precedentemente nascosti al fisco, pagando una tassa del 30%.
La proposta legislativa, contenuta nel Disegno di Legge 458/21, ha ricevuto l’approvazione dal Congresso Nazionale brasiliano lo scorso 29 ottobre e attende ora il voto finale del Senato. Se approvata, introdurrà il Regime Speciale di Aggiornamento e Regolarizzazione Patrimoniale (REARP), che consentirà ai contribuenti di dichiarare beni non dichiarati o sottovalutati, inclusi immobili e asset digitali.
Gli investitori che decideranno di mettersi in regola dovranno affrontare un’aliquota complessiva del 30%, suddivisa equamente tra imposta e sanzione amministrativa. La tassa si applicherà al valore degli asset calcolato al 31 dicembre 2024.
La crescita del settore attira l’attenzione del fisco
Il settore dei digital asset in Brasile sta vivendo una fase di forte espansione. Secondo un recente report di Chainalysis, il volume delle transazioni nel Paese ha raggiunto 1,7 mila miliardi di real brasiliani tra metà 2024 e metà 2025, registrando un incremento del 110% in dodici mesi. Le stablecoin rappresentano il motore principale di tale crescita, utilizzate per rimesse internazionali, pagamenti commerciali e transazioni aziendali.
In questo contesto di crescita, l’esecutivo considera la nuova tassa come uno strumento duplice: da un lato offre chiarezza normativa, dall’altro rappresenta un’opportunità per incrementare le entrate nazionali.
Polemiche politiche
Tuttavia, la proposta non gode del consenso unanime. I parlamentari dell’opposizione accusano il governo di reintrodurre surrettiziamente misure fiscali già respinte in precedenza. Esponenti politici come Sóstenes Cavalcante e Gilson Marques hanno definito l’iniziativa un “espediente governativo” per aumentare il gettito fiscale, mentre i sostenitori difendono la necessità di rafforzare il bilancio statale per il 2026.





