Un’intesa di principio tra senatori chiave e la Casa Bianca potrebbe sbloccare il primo grande quadro normativo federale per gli asset digitali.
Secondo quanto riportato da Politico, la Casa Bianca e alcuni senatori chiave hanno raggiunto un accordo preliminare sulla legislazione in materia di digital asset, con l’obiettivo di risolvere la disputa tra banche tradizionali e aziende del settore degli asset digitali sui rendimenti delle stablecoin. L’intesa potrebbe sbloccare un disegno di legge sulla regolamentazione fermo alla Commissione Bancaria del Senato dallo scorso gennaio.
Il senatore repubblicano Thom Tillis e la senatrice democratica Angela Alsobrooks hanno dichiarato di aver raggiunto un “accordo di principio” su un testo normativo pensato per bilanciare innovazione e stabilità finanziaria. La legislazione mira a impedire che i programmi di rendimento sulle stablecoin provochino un esodo massiccio di depositi dalle banche tradizionali, una preoccupazione sollevata dai gruppi di Wall Street. “L’accordo ci consente di proteggere l’innovazione dandoci al contempo l’opportunità di prevenire una fuga generalizzata dei depositi”, ha dichiarato la senatrice Alsobrooks. Tillis ha definito l’intesa un passo positivo, sottolineando però la necessità di consultare gli stakeholder del settore prima di finalizzare i dettagli.
Anche se i contenuti specifici dell’accordo rimangono in parte non definiti, le prime indicazioni suggeriscono che potrebbe vietare i pagamenti di rendimento sui saldi passivi in stablecoin, ammettendo invece potenzialmente i cosiddetti activity-based rewards. L’intesa punta a consentire un voto in commissione entro aprile sul crypto market-structure bill, aprendo la strada al primo grande quadro normativo federale per gli asset digitali negli Stati Uniti.
La disputa si inserisce in seguito alla legislazione approvata nel 2025 nota come GENIUS Act, che ha stabilito un framework federale per le stablecoin imponendo requisiti di copertura integrale, trasparenza e divulgazione delle riserve. Quella legge era stata accolta con favore dal settore come un passo avanti per la chiarezza normativa. Successivamente, il Senato si è concentrato su una supervisione più ampia degli asset digitali attraverso il cosiddetto CLARITY Act, o crypto market-structure bill, che mira a definire come i regolatori statunitensi dovrebbero vigilare su piattaforme di trading, token, servizi di custodia e infrastrutture collegate.
Il nodo centrale del negoziato riguarda la possibilità per gli exchange regolamentati di offrire rendimenti sulle detenzioni di stablecoin. Le banche e le principali istituzioni finanziarie sostengono che tali rendimenti assomiglino a prodotti simili ai depositi non regolamentati, capaci di sottrarre fondi ai conti assicurati dall’FDIC, mettendo potenzialmente a rischio il credito e la stabilità finanziaria. Le aziende crypto, tra cui i principali emittenti come Circle e Coinbase, replicano che questi incentivi sono fondamentali per la competitività dei mercati e per l’adozione della moneta digitale da parte degli utenti.





