La banca centrale cinese mira a trasformare l’e-CNY in una valuta di deposito con interessi bancari a partire dal 2026.
La People’s Bank of China (PBOC) ha annunciato la possibilità per gli istituti bancari di corrispondere interessi sui depositi in yuan digitale dei clienti. Tale riforma entrerà in vigore il 1° gennaio 2026.
Lu Lei, vice governatore della banca centrale cinese, ha illustrato in un articolo pubblicato sul quotidiano statale Financial News come lo yuan digitale subirà una metamorfosi funzionale sostanziale. L’e-CNY abbandonerà il suo ruolo attuale di contante elettronico per assumere le caratteristiche di una vera e propria “valuta digitale di deposito”, ha affermato il vice governatore.
Tale evoluzione arriva dopo dieci anni di programmi pilota e sperimentazioni sul campo. Nonostante lo yuan digitale sia considerato tra le CBDC più avanzate tecnologicamente a livello globale e la fase di test ufficiale sia iniziata nel 2019, il governo di Pechino ha dovuto confrontarsi con diverse difficoltà nel convincere i cittadini ad adottare massivamente questo strumento di pagamento.
Con l’implementazione del nuovo sistema normativo, gli istituti di credito potranno remunerare i portafogli digitali verificati seguendo gli accordi autoregolamentari esistenti per la determinazione dei tassi sui depositi tradizionali. Un aspetto della riforma riguarda la tutela dei risparmiatori: i saldi in yuan digitale beneficeranno della medesima protezione garantita ai depositi bancari convenzionali attraverso il sistema assicurativo nazionale.
La riforma concede inoltre agli istituti bancari una maggiore libertà gestionale, permettendo loro di amministrare i saldi in valuta digitale nell’ambito delle proprie operazioni di gestione attivo-passivo. Per quanto concerne le società di pagamento non bancarie, Lu ha precisato che le riserve obbligatorie in yuan digitale seguiranno le stesse regole applicate ai fondi di riserva della clientela, mantenendo un coefficiente del 100%.
I numeri relativi all’utilizzo dell’e-CNY fino a novembre 2025 contavano 3,48 miliardi di transazioni elaborate per un controvalore complessivo di 16,7 mila miliardi di yuan, equivalenti a circa $2,38 mila miliardi.
La strategia di espansione
L’annuncio si inserisce in un contesto di intensificazione degli sforzi cinesi per promuovere l’e-CNY. La valuta digitale nazionale ha incontrato ostacoli nel conquistare quote di mercato, principalmente a causa della concorrenza delle piattaforme di pagamento mobile già consolidate come WeChat Pay e Alipay.
Nella settimana precedente l’annuncio, la banca centrale aveva dichiarato l’intenzione di ampliare l’utilizzo transfrontaliero dello yuan digitale. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, sono in programma progetti pilota con Singapore e iniziative di promozione dei pagamenti in CBDC con partner commerciali quali Thailandia, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
A settembre, la PBOC aveva inaugurato a Shanghai il Centro Operativo Internazionale per l’e-CNY, un’iniziativa mirata ad accrescere l’influenza globale della valuta cinese nei circuiti finanziari internazionali.





