Il Chief Policy Officer di Coinbase smentisce le accuse di lobbying contro la de minimis tax exemption per bitcoin, mentre Jack Dorsey e Marty Bent alimentano la polemica.
Il Chief Policy Officer di Coinbase, Faryar Shirzad, ha respinto pubblicamente le accuse secondo cui la società starebbe facendo pressioni sui legislatori statunitensi contro una proposta di esenzione fiscale sulle piccole transazioni in bitcoin e altri asset digitali. L’11 marzo, rispondendo su X a un post del podcaster Marty Bent, Shirzad ha scritto: “Questa è una totale menzogna, Marty Bent. Non abbiamo mai fatto e non faremo mai lobbying contro Bitcoin. Mai“. In seguito, anche il Ceo Brian Armstrong ha smentito le accuse, definendole “totally false”.
La controversia è esplosa dopo che Bent ha riportato che Coinbase starebbe riferendo ai legislatori che l’esenzione è inutile perché “nessuno usa bitcoin come denaro” e che “una de minimis exemption per bitcoin è un regalo che sarà affossato”. Secondo Bent, la società spingerebbe per limitare il beneficio fiscale alle sole stablecoin, a vantaggio del proprio modello di business. Bent ha dichiarato di disporre di tre fonti distinte a supporto della notizia. Jack Dorsey di Block ha pubblicamente sollecitato Armstrong a fare chiarezza, scrivendo: “Spero che questo sia vero anche per il de minimis, Brian Armstrong?”
Conner Brown, Managing Director del Bitcoin Policy Institute, ha confermato una dinamica correlata: “Posso confermare che negli ultimi tre mesi c’è stato un forte spostamento su Capitol Hill verso la limitazione della de minimis exemption alle sole stablecoin. BPI continua a incontrare i legislatori per spiegare quanto sarebbe un errore strategico per gli Stati Uniti”.
La de minimis tax exemption eliminerebbe le imposte sulle plusvalenze e gli obblighi di rendicontazione all’IRS per le piccole transazioni in bitcoin. Attualmente, la legge statunitense tratta bitcoin come proprietà, rendendo ogni spesa un evento fiscale che richiede il tracciamento del costo base e la compilazione di documenti. La proposta di legge sostenuta dalla senatrice Cynthia Lummis fissa una soglia di $300 per transazione e un tetto annuale di $5.000.
Block Inc. è stata la più attiva sostenitrice aziendale dell’esenzione. Nel novembre 2025, la società che controlla Cash App e Square ha lanciato la campagna “Bitcoin is Everyday Money”, richiedendo esplicitamente l’esenzione e introducendo strumenti Lightning Network che consentono ai merchant di Square di accettare pagamenti in bitcoin senza commissioni fino al 2027. Il responsabile del prodotto di Block, Miles Suter, ha sintetizzato la posizione dell’azienda: “Se bitcoin diventa solo oro digitale, avremo fallito la missione. I pagamenti in bitcoin validano Bitcoin. Lo rendono reale. Bitcoin è denaro”.





