Le normative MiCA sulle stablecoin potrebbero subire modifiche per favorire l’interoperabilità tra token globali e certificazioni europee, nonostante l’opposizione della BCE.
Secondo quanto riportato da Reuters, la Commissione Europea starebbe valutando un parziale ammorbidimento delle regole MiCA sulle stablecoin.
Dallo scorso dicembre, le regole MiCA sulle stablecoin hanno imposto standard rigorosi che hanno spinto diversi operatori a riconsiderare la loro presenza nel mercato comunitario.
La proposta attualmente in discussione presso la Commissione Europea non prevede un alleggerimento dei requisiti di licenza, ma introdurrebbe una maggiore flessibilità operativa. Le aziende che ottengono l’approvazione per un token specifico europeo potrebbero offrire contemporaneamente ai cittadini UE anche le versioni globali dei loro asset digitali, creando un sistema di intercambiabilità che faciliterebbe le operazioni transfrontaliere.
BCE contro l’allentamento delle regole MiCA
La Banca Centrale Europea ha espresso una posizione diametralmente opposta, sostenendo che le regole MiCA sulle stablecoin dovrebbero essere rafforzate anziché allentate. Il 23 giugno la presidente Christine Lagarde ha ribadito la preferenza dell’istituto per lo sviluppo di un euro digitale (CBDC), considerato una risposta più sicura ai rischi sistemici.
L’approccio della BCE si basa sulla preoccupazione che un mercato meno regolamentato possa compromettere la stabilità del sistema bancario europeo. Tuttavia, tale posizione rischia di accelerare l’abbandono del mercato europeo da parte delle principali società crypto globali.
Un portavoce anonimo della Commissione Europea ha contestato le preoccupazioni della BCE, sottolineando che “una corsa agli sportelli su una stablecoin ben governata e completamente collateralizzata è molto improbabile”. Inoltre, ha evidenziato che eventuali problemi di liquidità coinvolgerebbero principalmente i mercati extraeuropei, dove circolano la maggior parte dei token e sono detenute le riserve.





