Il Paese africano introduce un quadro normativo completo per il trading di criptovalute, con la Banca Centrale come autorità di vigilanza.
Secondo quanto riportato dal media locale GhanaWeb, il Ghana ha approvato una legislazione che riconosce ufficialmente il trading di digital asset sul territorio nazionale.
Il Parlamento ghanese ha dato il via libera al Virtual Asset Service Providers Bill, una legge che istituisce un framework regolamentare dedicato all’industria degli asset digitali. L’annuncio è stato dato dal Governatore della Bank of Ghana (BoG), Johnson Asiama, durante un evento pubblico.
“Il trading di asset virtuali è ora legale e nessuno verrà arrestato per aver effettuato operazioni in criptovalute”, ha dichiarato Asiama. “Disponiamo ora di una struttura normativa per gestire i rischi connessi a queste attività”.
La tempistica dell’approvazione rispetta quanto anticipato in precedenti comunicazioni della Banca Centrale, che aveva fissato la fine del 2025 come termine per l’introduzione della regolamentazione.
Con l’entrata in vigore della nuova legislazione, la Bank of Ghana assume il ruolo di principale autorità di vigilanza per tutte le attività legate alle criptovalute. L’istituto avrà la facoltà di rilasciare licenze e supervisionare i fornitori di servizi di asset digitali (CASPs).
Secondo il Governatore Asiama, tale legge permetterà al Ghana di “proteggere meglio i consumatori da frodi, riciclaggio di denaro e rischi sistemici, eliminando al contempo l’incertezza sullo status legale delle criptovalute”. Il governatore ha inoltre evidenziato che la normativa è pensata per sostenere l’innovazione e ampliare l’inclusione finanziaria nel Paese.
Secondo il Geography of Cryptocurrency Report 2025 di Chainalysis, il Ghana si posiziona tra i primi cinque Paesi dell’Africa subsahariana per valore totale di digital asset ricevuti nel periodo compreso tra luglio 2024 e giugno 2025.
La Nigeria continua a dominare il panorama regionale, avendo registrato almeno $92 miliardi in valore crypto nello stesso periodo, una somma quasi tripla rispetto a quella del Sudafrica. La regione subsahariana nel complesso ha ricevuto oltre $205 miliardi in valore on-chain, con un incremento del 52% rispetto all’anno precedente.





