Il Paese asiatico punta sui digital asset per diversificare le riserve statali e diventare un hub regionale.
Secondo quanto riportato dall’agenzia governativa Kazinform, la Banca Nazionale del Kazakistan ha annunciato ufficialmente l’intenzione di costituire una riserva nazionale di criptovalute sotto controllo statale.
Il presidente della Banca Nazionale, Timur Suleimenov, ha riconosciuto i rischi intrinseci della volatilità degli asset digitali, sottolineando però come, secondo lui, la gestione centralizzata garantirà un controllo adeguato e una gestione ottimale dei rischi. La riserva nazionale sarà probabilmente finanziata attraverso asset digitali confiscati dalle autorità e operazioni di mining gestite direttamente dallo Stato.
Suleimenov ha dichiarato:
“La Banca Nazionale sostiene un approccio prudente e istituzionalmente solido alla creazione di una riserva statale in criptovalute, in linea con le migliori pratiche internazionali nella gestione dei fondi sovrani (incluse le riserve sovrane in criptovalute), garantendo trasparenza nella contabilità e nella custodia degli asset digitali, trasparenza nella titolarità della riserva e sostenibilità della riserva statale in criptovalute”.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia del governo kazako. Il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha infatti annunciato lo scorso maggio il lancio di “CryptoCity”, una zona pilota dove le criptovalute potranno essere utilizzate come mezzo di pagamento per beni e servizi.
Kanysh Tuleushin, primo vice ministro dello sviluppo digitale, ha dichiarato che con una regolamentazione più flessibile, il Kazakistan potrebbe diventare il principale hub crypto dell’Asia Centrale.
La notizia segue un trend internazionale crescente. Gli Stati Uniti hanno già approvato la Strategic Bitcoin Reserve, mentre l’India, attraverso il portavoce del partito BJP Pradeep Bhandari, ha proposto un progetto pilota per una riserva nazionale in bitcoin.
L’iniziativa del Kazakistan potrebbe stimolare altre nazioni dell’Asia Centrale a seguire l’esempio. La gestione centralizzata proposta attraverso una sussidiaria della banca centrale specializzata in investimenti alternativi dovrà garantire trasparenza e controllo istituzionale.





