Nuova proposta di legge punta a far pagare più tasse ai miner di bitcoin per l’eccessivo consumo energetico.
I legislatori dello Stato di New York stanno tentando di introdurre una nuova tassa sui miner di bitcoin, sostenendo che il loro eccessivo consumo di energia elettrica stia facendo lievitare le bollette dei comuni cittadini. Il 1° ottobre la senatrice democratica Liz Krueger e la deputata Anna Kelles hanno presentato un disegno di legge che mira a imporre un’accisa sulle operazioni di mining basate sul meccanismo di consenso proof-of-work.
La proposta legislativa, identificata come Senate Bill S8518, prevede che le società di mining paghino delle tasse – proporzionali al loro consumo energetico – destinate ai Programmi per l’Accessibilità Energetica di New York, che forniscono assistenza fondamentale alle famiglie a basso e medio reddito in tutto lo Stato.
“Il disegno di legge garantisce che le aziende responsabili dell’aumento delle tariffe elettriche per i newyorkesi paghino la loro giusta quota, fornendo al contempo un aiuto diretto alle famiglie che lottano contro l’aumento dei costi delle utenze”, ha dichiarato la senatrice Krueger in un comunicato ufficiale.
Secondo quanto riportato nella dichiarazione, ricerche hanno dimostrato che l’arrivo di strutture dedicate al mining starebbe facendo aumentare le bollette elettriche in tutto lo Stato, aggiungendo un costo stimato di $79 milioni all’anno per i cittadini privati e $165 milioni per le piccole imprese.
Come funzionerebbe la tassa
Il Senate Bill S8518 stabilisce che i miner che consumano tra 2,25 e 5 milioni di kilowattora sarebbero tassati a 2 centesimi per kWh. Le operazioni che utilizzano tra 5 e 10 milioni di kWh pagherebbero 3 centesimi, mentre i miner che consumano tra 10 e 20 milioni di kWh verrebbero colpiti con 4 centesimi per kWh. I consumi superiori a 20 milioni di kWh affronterebbero un’aliquota di 5 centesimi per kWh.
Le operazioni di mining che utilizzano energia sostenibile sarebbero esentate dalla tassa, secondo quanto previsto dal disegno di legge, nel tentativo di promuovere “innovazione e sostenibilità all’interno del settore degli asset digitali”.





