L’evento organizzato da Lnfi Network ha riunito sviluppatori e investitori per discutere implementazioni operative su Lightning Network, RGB e Taproot Assets.
Durante i primi giorni di ottobre si è tenuto a Singapore Lightning2049, side event di Token2049 dedicato all’ecosistema layer 2 di Bitcoin organizzato da Lnfi Network e RGB Protocol Association, con il supporto di Bitfinex. L’evento ha fatto il punto sulle implementazioni attualmente operative sui protocolli Lightning, RGB e Taproot Assets.
L’RGB Protocol Association ha confermato che RGB v0.11.1 è attivo su mainnet. Il protocollo consente l’emissione di asset, tra cui stablecoin e token, attraverso smart contract che operano con un approccio orientato alla privacy. L’integrazione con il Lightning Network rappresenta uno degli sviluppi tecnici in corso.
Darius, co-fondatore di Lnfi Network, ha presentato LN Node, un nodo Lightning self-custodial con supporto per Bitcoin, Taproot Assets e RGB. Tale soluzione permette agli operatori di aprire canali, generare rendimenti in BTC e gestire asset tramite interfaccia web o comandi in linguaggio naturale.
Sul fronte dello yield nativo in bitcoin, Federico Tenga, strategist R&D di Bitfinex, ha discusso l’utilizzo di Lightning per generare rendimenti attraverso il routing di liquidità, senza ricorrere a staking o lending centralizzati.
L’intervento di Walter Maffione, co-fondatore e Cto di KaleidoSwap, ha mostrato il primo swap atomico di asset RGB eseguito sul Lightning Network. L’operazione è stata effettuata utilizzando l’infrastruttura DEX sviluppata da KaleidoSwap, consentendo scambi trustless tra asset RGB su mainnet.
Bobby Shell, VP Marketing di Voltage, ha illustrato alcuni nuovi casi d’uso in sviluppo per il Lightning Network: micropagamenti per servizi AI, invoicing in stablecoin e API pay-per-use.
Nel corso dei panel è emersa la fase di transizione che l’ecosistema sta attraversando: se da un lato diversi componenti layer 2 – tra cui protocolli di trading, applicazioni programmabili e meccanismi di yield self-custodial – sono già operativi su mainnet, dall’altro resta prioritaria la necessità di migliorare user experience e accessibilità per sviluppatori e utenti finali.





