Il mining di Bitcoin riduce in modo significativo l’utilizzo di carbone del 43% dal 2011, rivelano nuovi dati.
Negli ultimi anni il panorama energetico del mining di Bitcoin ha subito una trasformazione, allontanandosi progressivamente dalle fonti di energia ad alto impatto ambientale. Secondo un nuovo report pubblicato il 31 marzo dalla MiCA Crypto Alliance in collaborazione con la piattaforma di metriche di rischio Nodiens, l’utilizzo di carbone nel mining di Bitcoin ha registrato un forte calo negli ultimi tredici anni.
I dati mostrano che la percentuale di energia derivante dal carbone utilizzata nel mining di Bitcoin è scesa dal 63% nel 2011 al 20% nel 2024, con una diminuzione media annuale di circa l’8%. Tale tendenza rappresenta un cambio di rotta nelle pratiche energetiche dell’industria.

Contemporaneamente, la quota di energia rinnovabile impiegata nelle operazioni di mining è aumentata costantemente, crescendo a un tasso medio annuo del 5,8%.

Il contrasto tra Bitcoin e le tendenze globali del carbone
L’evoluzione nel mining di Bitcoin avviene in un contesto in cui il consumo globale di carbone ha raggiunto nuovi massimi storici. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), organizzazione intergovernativa con sede a Parigi, l’utilizzo mondiale di carbone ha toccato un nuovo record nel 2024, stimato a 8,8 miliardi di tonnellate.
L’AIE prevede inoltre che la domanda globale di energia da carbone rimarrà vicina ai livelli record fino al 2027, con economie emergenti come India, Indonesia e Vietnam che dovrebbero registrare un forte aumento del consumo di carbone nei prossimi anni.
Cinque scenari energetici
Il documento delinea cinque possibili scenari futuri per l’impatto ambientale di Bitcoin, che variano da una previsione ribassista con un prezzo di bitcoin di $10.000 fino a uno scenario estremamente rialzista di $1 milione.
Lo studio ha specificamente incluso cinque scenari di prezzo:
- Scenario basso: $10.000;
- Scenario base: $110.000;
- Scenario medio: $250.000;
- Scenario alto: $500.000;
- Scenario molto rialzista: $1 milione.

In uno scenario di prezzo medio, si stima che l’energia rinnovabile costituirà tra il 59,3% e il 74,3% del consumo totale di elettricità di Bitcoin, a seconda delle politiche adottate, escludendo l’uso di energia nucleare.
Il report menziona anche un picco nel consumo energetico del mining intorno al 2030, richiamando una previsione simile in uno studio del NYDIG pubblicato nel settembre 2021. Secondo le stime NYDIG, anche in uno scenario di prezzo elevato, il consumo di elettricità del mining raggiungerebbe un picco pari a 11 volte il suo livello del 2020, rappresentando solo lo 0,4% del consumo di energia primaria globale e il 2% della generazione di elettricità mondiale.