Canaan punta a convertire il calore generato dal mining di bitcoin in una fonte di riscaldamento per le coltivazioni di pomodori.
Una nuova iniziativa annunciata da Canaan, produttore di hardware e operatore di mining, punta a riutilizzare il calore generato dalle macchine per sostenere le attività agricole nelle serre canadesi.
L’azienda ha annunciato una collaborazione con Bitforest Investment nella provincia di Manitoba per realizzare un programma sperimentale da 3 megawatt. Il progetto prevede il recupero del calore prodotto dalle macchine Avalon A1566HA-460T per utilizzarlo come fonte supplementare nelle operazioni delle serre.
Il programma pilota, della durata iniziale di 24 mesi, sfrutta i sistemi di raffreddamento a liquido di Canaan per catturare l’energia termica e preriscaldare l’acqua in ingresso alle caldaie elettriche delle serre, riducendo il fabbisogno energetico complessivo.
Nangeng Zhang, presidente e Ceo di Canaan, ha spiegato che l’obiettivo non è semplicemente installare apparecchiature per un singolo progetto, ma creare un modello replicabile basato sui dati. Il sistema permetterà di misurare, modellare e scalare il recupero di calore per l’agricoltura nei climi freddi.
L’iniziativa consente di integrare le serre di Bitforest riciclando il calore dei miner che altrimenti andrebbe disperso, diminuendo la dipendenza dalle caldaie alimentate a combustibili fossili. Canaan installerà un sistema composto da 360 unità raffreddate a liquido. Le operazioni di Bitforest in Manitoba si concentrano sulla produzione di pomodori.
Canaan non è l’unica azienda del settore a perseguire soluzioni ecologiche. Lo scorso novembre, Phoenix Group ha annunciato un impianto da 30 megawatt in Etiopia alimentato da energia idroelettrica.





