Secondo Greg Cipolaro di NYDIG, il movimento parallelo tra bitcoin e titoli software riflette esposizione comune a fattori macroeconomici, non una convergenza strutturale.
Greg Cipolaro, responsabile della ricerca di NYDIG, ha pubblicato una nota in cui contesta la narrativa secondo cui il prezzo di bitcoin si stia comportando come un proxy delle azioni tecnologiche statunitensi. Nell’ultima settimana, bitcoin ha registrato un rally in parallelo con i titoli software americani, alimentando l’idea di una convergenza strutturale tra i due asset. Cipolaro ritiene tale conclusione “sopravvalutata”.
Secondo Cipolaro, il movimento in tandem “riflette più plausibilmente un’esposizione condivisa all’attuale regime macro, in particolare asset di rischio a lunga duration e sensibili alla liquidità, piuttosto che essere evidenza di una convergenza strutturale tra bitcoin e i titoli software”. In altre parole, entrambi reagiscono agli stessi stimoli macroeconomici senza che vi sia un legame strutturale tra loro.
L’analisi di NYDIG evidenzia che la correlazione di bitcoin con i titoli software è aumentata su base mobile a 90 giorni dal massimo storico sopra i $126.000 registrato all’inizio di ottobre. Tuttavia, nello stesso periodo sono aumentate anche le correlazioni di bitcoin con l’S&P 500 e il Nasdaq, il che indica, secondo Cipolaro, che “il cambiamento non è isolato ai titoli software”. Il dato più rilevante è che, statisticamente, solo un quarto dei movimenti di prezzo di bitcoin è spiegato dalla correlazione con il mercato azionario, mentre almeno il 75% dei movimenti rimane influenzato da driver esterni agli indici tradizionali. Come scrive Cipolaro: “la maggior parte del movimento di prezzo di bitcoin rimane inspiegata dai mercati azionari”.
Cipolaro osserva che bitcoin non sembra essere prezzato come copertura contro le condizioni macroeconomiche, il che spiegherebbe “la frustrazione persistente attorno al fallimento di bitcoin nell’agire come oro, nonostante l’etichetta di oro digitale”. I trader, aggiunge, sembrano allocare capitale lungo una curva del rischio, piuttosto che acquistare bitcoin in base a una “tesi monetaria distinta”.
Nonostante questo, NYDIG sottolinea che bitcoin mantiene una struttura di mercato e driver economici propri: attività di rete, tendenze di adozione, sviluppi regolatori e di policy lo differenziano dagli altri asset. “Questa differenziazione supporta il ruolo di Bitcoin come diversificatore di portafoglio”, scrive Cipolaro. “Sebbene le correlazioni cross-asset con i mercati azionari siano attualmente elevate, rimangono ben lontane dall’essere determinanti per i rendimenti di bitcoin”.





