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Quando Paolo Savona investiva in startup Bitcoin

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Giugno 24, 2025
in Bitcoin, Feature
Quando Paolo Savona investiva in startup Bitcoin

Fonte immagine: Fanpage

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L’attuale presidente della Consob è in prima linea contro Bitcoin. In passato, però, è stato co-investitore e presidente di Euklid, startup di “trading algoritmico” su Bitcoin, un progetto naufragato. L’ostilità di Savona è frutto di una brutta esperienza personale?

Negli ultimi anni Paolo Savona, economista e presidente della Consob dal 2020, si è più volte scagliato contro Bitcoin e criptovalute con toni molto critici. Durante conferenze pubbliche e interviste l’ex ministro ha utilizzato un linguaggio che non ammette sfumature: ha parlato di “rischio fatale” nel legittimare gli asset digitali e ha avvertito che si rischia “di perdere il concetto di moneta”.

Al Festival dell’Economia di Trento dello scorso maggio, Savona ha dichiarato che la diffusione delle criptovalute private rischia di “distruggere un sistema” finanziario consolidato. Secondo la sua analisi, tali asset “fanno guadagnare di più” rispetto alla moneta pubblica, ma “non hanno un debitore e alla fine nessuno è responsabile”. Per Savona, in mancanza di un’autorità emittente riconosciuta, non c’è nessuno che si prenda la responsabilità ultima in caso di crolli.

Savona ha poi paragonato le criptovalute alla celebre “mania dei tulipani” del Seicento olandese, ricordando come durante quel periodo un singolo tulipano arrivò a valere come una casa. Nei suoi interventi il presidente Consob ha criticato sistematicamente l’idea che criptovalute come Bitcoin possano coesistere con le valute emesse dagli Stati. Se monete private e valute pubbliche dovessero concorrere, ha sostenuto Savona, “si altererebbe il funzionamento dell’architettura istituzionale esistente”.

Savona ha più volte invocato una regolamentazione rigida delle criptovalute, definendo il settore uno scenario da “Far West” finanziario se lasciato completamente deregolamentato. Senza un framework di vigilanza, ha suggerito, le valute private creano un ambiente in cui chiunque può emettere moneta digitale senza controlli. 

Eppure, alla luce di questa ostilità verbale, il passato di Savona nel settore dei digital asset appare quantomeno paradossale. L’attuale presidente Consob è stato infatti co-investitore e presidente di Euklid, una startup italiana focalizzata sul trading automatizzato di Bitcoin e altre criptovalute.

La parabola di Euklid

Euklid nacque nel luglio 2015 con un team guidato dal fondatore Antonio Simeone. Insieme a Franco Grassi, Francesco Di Leva e Mario Giancola, l’intenzione di Simeone era quella di prevedere il prezzo di bitcoin sfruttando strumenti di intelligenza artificiale non meglio precisati, fornire rendimenti superiori all’asset sottostante e utilizzare la “blockchain” – anch’essa non meglio precisata – per garantire la trasparenza delle operazioni. Secondo Simeone, l’idea era quella di creare una “banca del domani”.

Stando a quanto indicato dall’azienda stessa, dopo un anno di sperimentazione la startup avrebbe vantato un rendimento complessivo del +132% sulle criptovalute gestite.

Per finanziare lo sviluppo Euklid organizzò un seed round nel novembre 2016, raccogliendo circa €400.000 in cambio di una quota del 3-4% del capitale, valutato quindi implicitamente €10 milioni. Nel round entrarono l’imprenditore Giovanni Contini, il manager italo-statunitense Joseph Bradley e, per l’appunto, Paolo Savona, designato come presidente del consiglio di amministrazione della nuova società registrata a Londra. Proprio quest’ultimo ci tenne a sottolineare l’accoglienza delle autorità inglesi nei confronti della startup: “Ci considerano – disse l’attuale presidente della Consob – la prima startup fintech e che utilizza esclusivamente algoritmi e che dà conto di quello che svolge servendosi della blockchain. E questi sono i punti di forza e l’originalità del nostro prodotto”.

L’operazione permise a Euklid S.r.l. di trasferire le proprie attività alla nuova Euklid Ltd di diritto inglese, spostando parte della strategia in un fondo di investimento regolamentato in Lussemburgo.

L’addio forzato di Savona per l’approdo in politica

Il coinvolgimento diretto di Savona in Euklid ebbe luogo tra il 2016 e il 2018. Fu nominato presidente durante il seed round del novembre 2016 e risulta iscritto come amministratore nel registro UK dal 30 maggio 2017 al 21 maggio 2018. Nello stesso periodo rivestiva cariche anche nella controllata lussemburghese: fino a maggio 2018 era director dell’Euklid Master Fund SARL.

L’uscita di Savona coincise con il suo ingresso in politica. Nella primavera 2018 fu indicato come possibile Ministro dell’Economia del governo giallo-verde, ruolo poi trasformato in ministro per gli Affari Europei. Le norme italiane prevedono incompatibilità di carica per chi assume ruoli politici di primo piano. Savona si dimise dagli incarichi societari di Euklid nel maggio 2018. 

L’incompatibilità principale era costituita dal fatto che fino a maggio 2018 Savona fosse amministratore del fondo lussemburghese Euklid Master Fund, un veicolo vigilato dalla Consob, e presidente di Euklid Ltd. Occorre sottolineare che, per legge, il coinvolgimento in un soggetto vigilato avrebbe impedito la nomina a presidente Consob per due anni. Solo con la rinuncia formale a questi incarichi Savona poté procedere alla nomina alla guida della Consob nel 2020. 

Il declino di Eukild

Il progetto Euklid non è mai decollato. Non si registrano notizie di nuovi round di finanziamento né di lanci di prodotti commerciali. Antonio Simeone è stato co-amministratore di Euklid Ltd fino al gennaio 2023, ma il prodotto non è mai approdato sul mercato retail.

Il fondo lussemburghese, registrato a metà 2020, viene ora indicato come “retired” (inattivo). Il veicolo RAIF europeo era stato avviato nel 2020 ma il suo codice LEI risulta già ritirato.

Dal punto di vista proprietario, poi, emerge un quadro interessante. Tra il 2017 e il 2020 Joseph Bradley controllava circa il 75% delle azioni, mentre Giovanni Contini deteneva una quota del 25%. Entrambi sono usciti dall’elenco nel novembre 2020, segno che hanno dismesso o ceduto il loro pacchetto. Dal 2023 l’unico azionista di controllo è Pierfrancesco Savona, figlio di Paolo, con oltre il 75% delle azioni. 

Non risulta che agli investitori esterni siano stati riconosciuti ritorni sostanziali. Nel bilancio del 2019 di Euklid Ltd, al 28 febbraio 2019, vengono riportati debiti totali pari a £555.522. Questo valore include £55.522 di debiti a breve termine, in diminuzione rispetto ai £95.937 del 2018, e £500.000 di debiti a lungo termine, assenti nel bilancio dell’anno precedente.

Al netto delle promesse, l’iniziativa Euklid è sostanzialmente naufragata. Le risorse raccolte nel 2016 e l’organizzazione societaria non hanno portato a risultati concreti. In mancanza di un’uscita di successo e vista la chiusura dei fondi collegati, si può parlare di liquidazione sostanziale del progetto, anche se formalmente Euklid Ltd è ancora attiva come società britannica.

Savona era entrato in Euklid nel momento di massimo entusiasmo, ne aveva sostenuto pubblicamente la visione e accompagnato l’espansione internazionale. Ma, nei fatti, la startup non ha mai generato i ritorni sperati: il fondo non è decollato, l’azienda non è esplosa, gli investitori iniziali non hanno visto exit significative.

Se l’attuale presidente Consob avesse semplicemente acquistato e detenuto bitcoin, come fecero molti in quegli anni, oggi si ritroverebbe con un potere d’acquisto moltiplicato. Invece decise di scommettere su un intermediario algoritmico che prometteva di battere il mercato.

Alla luce del passato coinvolgimento di Savona in Euklid sorge spontanea una domanda: l’intransigenza che oggi esprime contro le criptovalute è solo di natura istituzionale, oppure affonda le radici in un’esperienza personale andata male? 

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