Gli esperti del settore finanziario avvertono che i rendimenti sulle stablecoin potrebbero scatenare un esodo di capitali dalle banche tradizionali.
Secondo un dirigente di Citigroup, l’introduzione di rendimenti sulle stablecoin potrebbe innescare una massiccia fuga di depositi dalle banche tradizionali, replicando quanto accaduto negli anni ’80 con i fondi del mercato monetario.
Il 25 agosto Ronit Ghose, responsabile del Future of Finance di Citi, ha pubblicato un report in cui equipara i potenziali deflussi causati dai rendimenti sulle stablecoin al boom dei fondi del mercato monetario della fine degli anni ’70 e inizio ’80, come riportato dal Financial Times.
Durante quel periodo storico, i fondi monetari crebbero esponenzialmente da circa $4 miliardi nel 1975 a $235 miliardi nel 1982, superando le banche i cui tassi sui depositi erano rigidamente regolamentati. I dati della Federal Reserve mostrano che i prelievi dai conti bancari superarono i nuovi depositi di $32 miliardi tra il 1981 e il 1982.
L’impatto delle stablecoin sui costi di finanziamento
Sean Viergutz, leader della consulenza bancaria e dei mercati dei capitali presso PwC, ha condiviso le preoccupazioni riguardo ai rendimenti sulle stablecoin. Secondo l’esperto, uno spostamento dei consumatori verso stablecoin ad alto rendimento potrebbe creare serie difficoltà per il settore bancario.
“Le banche potrebbero affrontare costi di finanziamento più elevati dovendo fare maggiore affidamento sui mercati all’ingrosso o aumentando i tassi sui depositi, il che potrebbe rendere il credito più costoso per famiglie e imprese”, ha dichiarato Viergutz.
La battaglia normativa
Il GENIUS Act vieta agli emittenti di stablecoin di offrire interessi ai possessori, ma non estende questo divieto agli exchange o alle attività affiliate. Tale configurazione normativa ha scatenato una reazione importante da parte del settore bancario.
Diverse associazioni bancarie statunitensi, guidate dal Bank Policy Institute, hanno esortato le autorità di regolamentazione locali a chiudere quella che definiscono una scappatoia che potrebbe permettere indirettamente agli emittenti di stablecoin di pagare dei rendimenti.
In una recente lettera, l’organizzazione ha argomentato che questa presunta lacuna normativa potrebbe interrompere il flusso di credito alle imprese e alle famiglie americane, innescando potenzialmente deflussi di depositi per $6.600 miliardi dal sistema bancario tradizionale.
La risposta dell’industria crypto
L’industria dei digital asset non è rimasta in silenzio di fronte alle preoccupazioni delle banche. Due organizzazioni del settore hanno esortato i legislatori a respingere le proposte per chiudere la “scappatoia” sui rendimenti.
Le organizzazioni hanno avvertito che le revisioni normative inclinererebbero il campo di gioco verso le banche tradizionali, soffocando l’innovazione e la scelta del consumatore nel settore delle stablecoin.





