Mosca punta a regolamentare il settore del mining e massimizzare le entrate fiscali attraverso una nuova banca dati centralizzata.
Il Ministero dell’Energia russo ha dato il via alla creazione di un registro nazionale delle apparecchiature per il mining di bitcoin, nell’ambito di un’iniziativa volta a contrastare le attività illegali e incrementare le entrate fiscali dello Stato.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale RIA Novosti, il progetto è sviluppato in collaborazione con il Servizio Fiscale Federale e il Ministero dello Sviluppo Digitale. L’obiettivo è creare una banca dati centralizzata che cataloghi tutte le attrezzature utilizzate per minare sul territorio nazionale.
Il Vice Ministro dell’Energia, Petr Konyushenko, ha dichiarato che la bozza del documento è stata inviata alle regioni con elevati livelli di attività di mining. Secondo il governo, tale iniziativa permetterà alle autorità di identificare con precisione tutti coloro che utilizzano energia elettrica per il mining.
Stando a precedenti report, numerosi operatori industriali stanno conducendo attività di mining in tutto il Paese, spesso attraverso collegamenti non autorizzati alle reti elettriche nazionali. Molti di questi operatori sfruttano energia elettrica sovvenzionata destinata ai consumatori residenziali per alimentare i loro data center. Tale comportamento rappresenta una perdita per lo Stato, sia in termini di risorse energetiche che di mancate entrate fiscali.
Obblighi di registrazione per gli operatori
Il nuovo registro richiederà a tutti i miner di fornire dettagli specifici sulle loro apparecchiature, inclusi numeri di serie e modelli dei dispositivi. Dovranno inoltre dichiarare informazioni su tutti gli equipaggiamenti correlati alle attività di mining.
Secondo Konyushenko, tale misura rappresenta “un passo verso la legalizzazione del settore e la riduzione del consumo energetico illegale”. L’iniziativa dovrebbe facilitare il controllo del rispetto delle normative e migliorare la raccolta delle imposte.
Critiche al progetto
Non tutti sono entusiasti di questa iniziativa. Tra i critici figura il deputato Anton Gorelkin, uno degli architetti delle leggi russe sul mining. Gorelkin ha espresso dubbi sull’efficacia del registro, sostenendo che non è chiaro come questo strumento possa effettivamente contrastare le attività illegali.
Il parlamentare ha sottolineato che Mosca dispone già degli strumenti necessari per identificare i miner che utilizzano elettricità in modo illegale. Secondo la sua visione, sarebbe più produttivo concentrarsi sull’aiutare gli operatori a regolarizzare le apparecchiature acquistate attraverso canali non ufficiali.





