Secondo un report di Elliptic, Bitpapa, ABCeX, Exmo, Rapira e Aifory Pro faciliterebbero conversioni rublo-crypto per entità sanzionate.
La società di analisi blockchain Elliptic ha pubblicato un report in cui identifica cinque exchange — Bitpapa, ABCeX, Exmo, Rapira e Aifory Pro — che starebbero aiutando soggetti russi a eludere le sanzioni internazionali, colmando il vuoto lasciato dalla chiusura dell’exchange russo Garantex, il cui sito è stato chiuso dalle autorità nel marzo 2025 dopo essere stato pesantemente sanzionato a metà 2022.
Secondo Elliptic, tali exchange consentono la conversione di rubli in digital asset, che possono poi essere trasferiti oltre confine “senza passare attraverso alcun intermediario” e convertiti in un’altra valuta fiat. “Nonostante la crescente pressione normativa, molti di questi exchange, alcuni con registrazioni nominali fuori dalla Russia, continuano a facilitare volumi elevati di trading di digital asset collegati a entità sanzionate”, si legge nel documento.
Tra gli exchange analizzati, Bitpapa è l’unico già formalmente sanzionato: l’OFAC (Office of Foreign Assets Control) del Tesoro americano lo ha sanzionato nel marzo 2024 per supporto all’elusione delle sanzioni. Elliptic ha rilevato che il 9,7% dei fondi in asset digitali in uscita da Bitpapa è destinato a soggetti sanzionati dall’OFAC e che l’exchange “gestisce i propri wallet in modo specifico per eludere l’applicazione delle sanzioni, ruotando costantemente gli indirizzi”. ABCeX, invece, opererebbe in un ufficio nella Federation Tower di Mosca — la stessa sede di Garantex — e avrebbe processato almeno $11 miliardi in digital asset, con “importi significativi” inviati a Garantex e Aifory Pro.
Il caso più rilevante segnalato da Elliptic riguarda Exmo: nonostante l’exchange avesse dichiarato di aver abbandonato la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, cedendo la propria attività a Exmo.me, Elliptic afferma che Exmo.com ed Exmo.me “continuano a condividere la stessa infrastruttura di wallet custodial”, permettendo la commistione di fondi tra la piattaforma rivolta al mercato russo e quella rivolta all’Occidente. Le due entità avrebbero condotto oltre $19,5 milioni in transazioni dirette con entità sanzionate. Rapira, exchange con sede in Georgia ma con ufficio a Mosca, avrebbe invece effettuato oltre $72 milioni in transazioni dirette con Grinex, il successore sanzionato di Garantex.
L’ultimo exchange nel report, Aifory Pro, opera tra Mosca, Dubai e Turchia e “facilita esplicitamente l’elusione delle restrizioni sui servizi” offrendo carte di pagamento virtuali in USDT per accedere a servizi esteri bloccati in Russia. Il contesto è reso ancora più rilevante da un dato pubblicato da Chainalysis il mese scorso: le sanzioni avrebbero spinto il valore totale degli asset digitali ricevuti da indirizzi illeciti nel 2025 a $154 miliardi — il livello più alto mai registrato — a causa di “volumi senza precedenti associati a Stati nazionali”.





