La proposta bipartisan propone benefici fiscali esclusivamente per pagamenti in stablecoin sotto i $200.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, due parlamentari statunitensi hanno presentato una bozza legislativa, ancora in fase di discussione, che prevede un’esenzione fiscale limitata per i pagamenti in stablecoin negli Stati Uniti.
La proposta, denominata Digital Asset PARITY Act, è stata presentata dal repubblicano Max Miller dell’Ohio e dal democratico Steven Horsford del Nevada. Entrambi fanno parte dell’House Ways and Means Committee, la commissione che supervisiona la legislazione fiscale federale.
Al centro della bozza c’è l’esenzione dalle tasse sulle plusvalenze per determinate transazioni in stablecoin di piccolo importo. Secondo la proposta, gli acquisti effettuati con stablecoin regolamentate e ancorate al dollaro, di valore inferiore a $200, non costituirebbero più eventi tassabili.
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di eliminare l’onere amministrativo legato ai pagamenti di routine, dove attualmente anche minime fluttuazioni di prezzo richiedono agli utenti di calcolare guadagni o perdite.
L’esenzione entrerebbe in vigore per gli anni fiscali che iniziano dopo il 31 dicembre 2025. Miller ha dichiarato di ritenere che la legislazione più ampia potrebbe avanzare prima di agosto 2026.
Requisiti per le stablecoin
Non tutte le stablecoin potranno beneficiare di tale agevolazione. Per qualificarsi, le stablecoin dovranno essere emesse da un emittente autorizzato secondo il GENIUS Act, essere garantite esclusivamente dal dollaro USA e aver mantenuto un valore entro l’1% di $1 per almeno il 95% dei giorni di trading nell’ultimo anno.
Tale proposta appare quanto meno curiosa, considerando che esclude criptovalute come bitcoin ed ether e arriva dopo una serie di summit e incontri ai quali hanno partecipato proprio i principali emittenti di stablecoin. Prima il GENIUS Act che stabilisce chi può emettere stablecoin “approvate”, poi questa bozza legislativa che andrebbe a beneficiare proprio quelle stesse stablecoin.
I legislatori stanno ancora valutando se introdurre un tetto annuale per evitare che la disposizione venga utilizzata per schermare attività di investimento piuttosto che pagamenti dei consumatori.
Staking e mining: esenzione fiscale differita di cinque anni
Oltre alle stablecoin, la bozza chiarisce anche il momento in cui le ricompense da staking e mining dovrebbero essere tassate. Le attuali linee guida dell’IRS trattano tali ricompense come reddito tassabile nel momento in cui vengono ricevute, una posizione che ha attirato critiche da parte dei sostenitori del settore e di alcuni legislatori repubblicani.
La proposta Miller-Horsford adotta un approccio intermedio: i contribuenti potrebbero scegliere un differimento di cinque anni sulle ricompense da staking e mining. Al termine di tale periodo, le ricompense verrebbero tassate come reddito ordinario in base al loro valore di mercato. Gli autori della bozza descrivono questo sistema come un compromesso tra tassazione immediata e differimento completo fino alla vendita.





