Solo l’1% delle transazioni in stablecoin del 2024 è collegato ad attività criminali.
Un recente report di TRM Labs ha rivelato i dati sull’utilizzo delle stablecoin nel 2024. Contrariamente alle percezioni diffuse, il 99% delle transazioni in stablecoin si è dimostrato completamente legale e conforme alle normative vigenti.
La ricerca dimostra che oltre il 60% del volume totale delle transazioni dell’anno scorso è stato condotto utilizzando token ancorati al dollaro.
Un aspetto evidenziato dal report riguarda la tracciabilità intrinseca delle stablecoin. Operando su blockchain pubbliche, tali valute digitali permettono un monitoraggio delle transazioni con precisione elevata attraverso strumenti di analisi specializzati.
Gli emittenti di token centralizzati come USDT e USDC possiedono inoltre la capacità di congelare o eliminare definitivamente i token associati ad attività illecite.
I dati di TRM Labs mostrano una diminuzione del 24% delle attività criminali legate alle criptovalute rispetto al 2023, con un totale di $45 miliardi che rappresenta lo 0,4% del volume complessivo delle transazioni crypto. Tale riduzione è attribuita agli sforzi delle forze dell’ordine, alla maggiore collaborazione del settore e all’adozione crescente di strumenti analitici avanzati.
Secondo TRM Labs, la chiarezza normativa fornita da proposte di legge come il GENIUS Act potrebbe accelerare l’adozione delle stablecoin tra grandi banche, istituzioni finanziarie e corporazioni. Molte di queste entità stanno già sperimentando infrastrutture basate su stablecoin per pagamenti transfrontalieri, gestione della supply chain e finanza programmabile.





