Il surplus di elettricità solare diurna spinge l’azienda elettrica statale sudafricana a esplorare accordi con le aziende di mining di bitcoin.
Eskom, la principale azienda elettrica pubblica del Sudafrica, sta valutando la possibilità di vendere energia in eccesso a prezzi scontati alle società di mining di bitcoin. L’annuncio è arrivato il 13 marzo durante la Biznews Conference 2026 di Hermanus, dove il presidente di Eskom, Mteto Nyati, ha illustrato i piani dell’azienda per monetizzare la capacità inutilizzata nelle ore diurne.
Il problema alla base dell’iniziativa è strutturale: la rapida diffusione di impianti fotovoltaici domestici e commerciali in Sudafrica ha modificato il profilo della domanda di elettricità sulla rete nazionale. Secondo Nyati, la domanda raggiunge il picco nelle prime ore del mattino, quando le famiglie si preparano e le aziende aprono, per poi calare sensibilmente durante il giorno man mano che i pannelli solari entrano in produzione, lasciando Eskom con una capacità in surplus che altrimenti rimarrebbe inutilizzata.
L’opzione del mining di bitcoin si inserisce in una strategia più ampia già delineata in precedenza dall’amministratore delegato di Eskom, Dan Marokane, il quale aveva dichiarato che l’azienda sta esaminando opportunità legate al mining, all’infrastruttura per l’intelligenza artificiale e ai data center su larga scala.
Nyati ha inquadrato l’iniziativa come parte di un adattamento strategico ai cambiamenti strutturali del mercato elettrico sudafricano, che si sta aprendo agli investimenti privati, consentendo a società indipendenti di costruire capacità di generazione e competere nella distribuzione. Sul fronte dei costi, Nyati ha annunciato che l’azienda punta a eliminare circa 112 miliardi di rand ($6,7 miliardi) di spese nei prossimi cinque anni, una riduzione che potrebbe tradursi in prezzi dell’elettricità più bassi per le famiglie e per i settori ad alta intensità energetica, come il mining e la metallurgia.
Il presidente ha ribadito la centralità di Eskom nel sistema energetico nazionale, sostenendo che le centrali a carbone e nucleari della società forniscono l’energia di base necessaria a sostenere la crescita industriale e lo sviluppo economico del Paese.





