Le autorità federali si oppongono alla mozione difensiva, sostenendo che Tornado Cash abbia effettivamente trasferito i fondi degli utenti.
Secondo quanto riportato da The Rage, lo sviluppatore di Tornado Cash Roman Storm non dovrebbe essere prosciolto dalle accuse. Questa è la posizione del governo degli Stati Uniti, espressa attraverso un documento ufficiale di opposizione alla mozione di assoluzione presentata dall’imputato.
Lo scorso ottobre Storm è stato riconosciuto colpevole di cospirazione per aver gestito un servizio di trasferimento di denaro senza le necessarie autorizzazioni. La sentenza è stata emessa dal tribunale distrettuale del Southern District of New York (SDNY).
Durante il processo, la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto unanime su due capi d’accusa aggiuntivi: la cospirazione per riciclaggio di denaro e la violazione delle sanzioni statunitensi. Tale situazione di stallo processuale ha lasciato aperte alcune questioni.
Successivamente alla condanna, Storm ha presentato una mozione formale richiedendo l’assoluzione su tutti i capi d’accusa. Il governo federale ha ora risposto con un’opposizione dettagliata, riaffermando la validità delle accuse.
La posizione governativa
Il cuore della controversia legale riguarda la natura tecnica di Tornado Cash e la sua classificazione come servizio di trasferimento monetario. Secondo i pubblici ministeri, la piattaforma ha effettivamente trasferito i fondi degli utenti, configurando così una violazione delle normative vigenti.
“La giuria ha ragionevolmente concluso che Tornado Cash trasferiva fondi”, sostiene il governo nel documento di opposizione. Questa affermazione contrasta con le linee guida del FinCEN (Financial Crimes Enforcement Network) del 2019, che esentavano i servizi non-custodial dalle leggi sul trasferimento di denaro.
Il governo respinge l’argomento della difesa secondo cui l’interfaccia utente di Tornado Cash si limitava a “leggere” la blockchain senza “scrivere” su di essa. Secondo i procuratori, tale distinzione tecnica è “sia fattualmente errata che irrilevante”. L’accusa sostiene che i prelievi costituiscono trasferimenti di fondi eseguiti esclusivamente da Tornado Cash, non dal wallet dell’utente.
La controversia sulla custodia dei fondi
La questione della custodia rappresenta un punto critico. La condanna di Storm per violazioni relative alla trasmissione di denaro è stata contestata da esperti e osservatori del settore. Molti fanno riferimento alle linee guida FinCEN del 2019, che escludevano esplicitamente i servizi non-custodial dalle normative sulla trasmissione monetaria, proprio perché questi non detengono né trasferiscono fondi per conto del pubblico.
Il governo invita il tribunale ad “aderire alla sua precedente decisione secondo cui la custodia non è un requisito previsto dalla legge”. Questa posizione fa riferimento a una conferenza pre-processuale in cui il giudice Failla aveva stabilito che “un requisito di controllo non è presente nella legge e questo tribunale non intende introdurvelo”.
Il giudice Failla ha inoltre impedito alla difesa di Storm di menzionare le linee guida FinCEN durante il processo, nonostante comunicazioni emerse nel caso contro gli sviluppatori di Samourai Wallet dimostrino che funzionari senior del FinCEN avevano esplicitamente affermato che “un mixer come Samourai che non prende in custodia le criptovalute non possedendo le chiavi private suggerirebbe fortemente che Samourai non agisce come un MSB (Money Service Business)”.
Violazioni di licenza per servizi non soggetti a licenza
Dopo aver ritirato l’accusa relativa alla violazione delle licenze federali, il governo ha continuato a sostenere che Storm potesse essere ritenuto responsabile per aver consapevolmente trasmesso proventi illeciti secondo una sottoclausola della legge sulla trasmissione di denaro.
La difesa ha contestato tale logica, sostenendo che la sottosezione applicata “non opera come una proibizione autonoma su condotte relative al trasferimento di fondi… Si applica solo alle imprese di trasmissione monetaria registrate federalmente”.
Peter van Valkenburgh, Ceo di CoinCenter, ha commentato:
“Se posso essere ‘senza licenza’ a causa di una condotta descritta nella sezione (b)(1)(C) ma nessuna agenzia statale o federale rilascia licenze per quella condotta, come posso essere considerato senza licenza?”
Il governo non ravvisa incongruenze nella propria logica, definendo l’argomento difensivo come impossibile da “conciliare con il buon senso”. Secondo l’accusa, “la definizione di ‘impresa di trasmissione monetaria’ come definita dal Bank Secrecy Act non si applica né limita l’ambito delle altre clausole”. I procuratori sostengono che accettare l’interpretazione della difesa porterebbe a “risultati assurdi”, permettendo a qualsiasi impresa di trasferire illimitati proventi illeciti semplicemente non registrandosi con il FinCEN o con lo Stato.
Codice come forma di espressione
Nella sua mozione di assoluzione Storm ha sostenuto che il suo perseguimento penale viola il Primo Emendamento della Costituzione americana, che da tempo classifica il codice informatico come forma di espressione protetta. Secondo la difesa, il governo ha essenzialmente argomentato che lo sviluppatore avrebbe dovuto creare un servizio completamente diverso per evitare accuse penali, criminalizzando di fatto il diritto di qualsiasi programmatore alla libera espressione.
“Gli argomenti del governo durante il processo riflettevano anche ‘disaccordo con il messaggio trasmesso'”, ha evidenziato la difesa, citando le ripetute affermazioni dell’accusa secondo cui la natura decentralizzata di Tornado Cash indicherebbe che fosse stato progettato per criminali piuttosto che per fornire privacy agli utenti.
“Ricordate, quando la difesa dice privacy, ciò che intende realmente è nascondere denaro per i criminali, non fornire privacy a persone normali”, aveva dichiarato l’accusa durante il processo. Il governo continua a descrivere Tornado Cash come “un rifugio per riciclatori di denaro”, nonostante i dati dimostrino che solamente il 10% del volume complessivo sulla piattaforma fosse riconducibile ad attività illecite.
La risposta governativa sulle accuse di censura
Il governo respinge categoricamente l’argomento del Primo Emendamento. “La premessa della sua argomentazione, che sia perseguito per condotta espressiva, è semplicemente errata”, afferma l’opposizione. “Questo processo e le prove presentate riguardavano la funzione del codice informatico che faceva operare Tornado Cash, cioè il modo in cui ‘facilitava la transazione di un utente sulla blockchain'”.
L’accusa cita il caso Universal City Studios, Inc. v. Corley come precedente legale, sebbene secondo CoinCenter questo “non sia più giurisprudenza valida nel Secondo Circuito e nella Corte Suprema”.
Il governo afferma di non avere intenzione di criminalizzare la privacy in sé. L’opposizione sostiene invece che “il governo ha interessi sostanziali nel combattere il riciclaggio di proventi criminali e nel limitare transazioni che coinvolgono proprietà di attori che sono stati identificati come minacce alla sicurezza nazionale”, interessi che risultano “non correlati ad alcun interesse nel sopprimere la libera espressione”.
Secondo il governo, Storm ha sostenuto che esistono alternative al rendere responsabili gli sviluppatori di software, come per esempio obbligare gli utenti di Tornado Cash a conservare i propri registri delle transazioni e a fornirli agli exchange quando richiesto. Per l’accusa, però, tale ragionamento è irrilevante e pericoloso: “Se tali ‘alternative’ potessero essere utilizzate per sostenere una contestazione applicata a un processo penale, il governo non sarebbe mai in grado di far rispettare queste leggi contro trasmettitori di denaro illegali e riciclatori su larga scala”, conclude l’accusa.





