Mentre il GENIUS Act legittima le stablecoin e rafforza l’egemonia del dollaro, la potenziale estensione del Patriot Act minaccia la privacy degli utenti Bitcoin.
“Bitcoin rappresenta la libertà. Se non abbracciamo Bitcoin e le criptovalute, lo farà la Cina. Voglio che i bitcoin siano minati e coniati negli Stati Uniti. Vogliamo che l’America diventi la capitale delle criptovalute e una superpotenza Bitcoin mondiale,” proclamava Donald Trump dal palco della Bitcoin Conference di Nashville il 27 luglio 2024, aggiungendo la promessa di creare una riserva strategica nazionale di bitcoin.
A poco più di un anno di distanza, quella stessa promessa si è rivelata una delusione per molti bitcoiner che speravano in un cambio di approccio della politica americana verso Bitcoin e i digital asset durante il secondo mandato del tycoon.
Nei mesi successivi alla sua elezione, Trump ha mostrato un sostegno crescente verso gli emittenti di stablecoin, collaborando con entità regolamentate che si configurano come versioni private di CBDC (Central Bank Digital Currency). L’approvazione del GENIUS Act ha dato ulteriore legittimità a tale linea politica, creando un quadro normativo che favorisce la crescita delle stablecoin ancorate al dollaro.

Strumenti come USAT, pensate specificamente per il mercato statunitense, si rivolgono a una clientela che possiede già conti bancari tradizionali, PayPal, CashApp, Venmo e altre soluzioni fintech, cosa che ne rende piuttosto discutibile il valore aggiunto per i cittadini americani.
Parallelamente, la possibile applicazione del Patriot Act intensifica la pressione regolamentare su Bitcoin, rivelando una strategia governativa sempre più orientata al controllo e alla sorveglianza.
Il tappeto rosso di Washington alle stablecoin
Il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act (GENIUS Act), firmato dal Presidente Trump il 18 luglio 2025, rappresenta il primo framework federale completo per la regolamentazione delle stablecoin negli Stati Uniti. Tale legislazione, approvata con ampio supporto bipartisan (68 voti favorevoli su 30 contrari al Senato e 308 su 122 alla Camera), stabilisce un sistema di supervisione federale-statale che legittima definitivamente le stablecoin nel sistema finanziario americano. Durante la firma della legge, Trump ha affermato: “le stablecoin rafforzano il dollaro e ne aumentano significativamente l’importanza”. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito la nuova disposizione un fattore chiave per “rafforzare lo status del dollaro come valuta di riserva globale e stimolare la domanda di titoli di Stato USA”.
Il provvedimento introduce diversi punti chiave:
- definizione e classificazione: il GENIUS Act crea una nuova categoria legale per le stablecoin, definendole come “payment stablecoin” e le esenta dalla classificazione di “security” (titolo) o “commodity” (materia prima);
- requisiti di riserva: la legge impone che tutti gli emittenti di stablecoin mantengano riserve 1:1, composte da asset come dollari statunitensi, depositi bancari e buoni del Tesoro USA a breve termine;
- gli emittenti autorizzati: l’emissione di stablecoin è strettamente limitata a entità regolamentate, incluse le banche e le istituzioni finanziarie non bancarie che ricevono un’approvazione federale;
- trasparenza: gli emittenti sono obbligati a pubblicare report mensili sulle loro riserve, con l’obbligo di certificazione da parte di revisori esterni;
- divieto di rendimento: la legge vieta esplicitamente agli emittenti di offrire interessi o rendimenti ai possessori di stablecoin;
- stabilità e sicurezza: normative anti-riciclaggio (Bank Secrecy Act) estese alle stablecoin, con obbligo di strumenti tecnici per congelare fondi ritenuti illegali.
La mossa di Tether
In seguito all’approvazione del GENIUS Act, Tether ha annunciato il lancio di USAT, una nuova stablecoin specificamente progettata per essere pienamente conforme alla nuova regolamentazione. Il Ceo Paolo Ardoino ha spiegato che USAT è destinata ai residenti statunitensi.
L’iniziativa consentirà a Tether di accedere legalmente al mercato statunitense. Mentre USDT opera con un’infrastruttura offshore gestita da Tether Holdings Limited e ha una struttura di riserve diversificate che includono non solo dollari e buoni del Tesoro USA, ma anche Bitcoin, oro e terreni, la nuova stablecoin USAT rispetterà i requisiti di riserva imposti dal GENIUS Act. USAT sarà emessa da Anchorage Digital Bank, mentre le riserve in buoni del Tesoro statunitensi saranno affidate alla custodia di Cantor Fitzgerald, seguendo lo stesso modello già adottato per USDT.
Inoltre Tether ha annunciato di aver assunto Bo Hines, ex funzionario della Casa Bianca e membro del Consiglio dei consulenti sugli asset digitali di Trump, come Ceo della sua divisione statunitense. Ufficialmente, la società parla di un incarico volto a “guidare l’espansione e il lancio” di USAT, ma la mossa appare piuttosto come un’operazione di lobbying per guadagnare favori e influenza presso il governo americano.
Anche Circle, emittente di USDC, ha reagito alla nuova legge richiedendo una licenza bancaria federale per creare la “First National Digital Currency Bank”. Tale mossa posizionerebbe Circle sotto la supervisione diretta dell’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e della Federal Reserve, trasformandola da fintech a istituzione bancaria regolamentata a livello federale.
Estendere l’egemonia del dollaro
Le stablecoin stanno di fatto consolidando una versione privata del dollaro digitale sotto controllo normativo USA.
L’attuale amministrazione ha scelto di non perseguire lo sviluppo di una CBDC (Central Bank Digital Currency) nazionale, citando preoccupazioni relative alla privacy e alla stabilità bancaria. Invece, ha optato per una strada diversa, collaborando in un modello pubblico-privato con gli emittenti di stablecoin. Come sottolineato da Alex Gladstein, Chief Strategy Officer presso la Human Rights Foundation, tale strategia risulta un modo ingegnoso per proiettare il potere del dollaro americano a livello globale senza i costi o le implicazioni politiche di un’infrastruttura statale.
Per gli Stati Uniti, un beneficio che porta il GENIUS Act è quello dell’incremento della domanda di titoli di Stato americani. Con una crescente adozione globale, gli emittenti di stablecoin diventano un nuovo e potente acquirente del debito statunitense. In un’epoca in cui i tradizionali detentori di debito (come Cina e Giappone) hanno rallentato o ridotto i loro acquisti, la crescita esponenziale del mercato delle stablecoin, con proiezioni che raggiungono i $2.000-$4.0000 miliardi entro il 2035, fornisce al governo una fonte di domanda per finanziare i suoi deficit.
Con oltre $120 miliardi in buoni del Tesoro, Tether è diventato uno dei più grandi creditori degli Stati Uniti, diventando un partner strategico del governo a stelle e strisce.
La guerra silenziosa a Bitcoin
Mentre le stablecoin ricevono tappeti rossi regolamentari, Bitcoin affronta una realtà completamente diversa.
La notizia più allarmante arriva direttamente dal Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN): il 9 settembre la direttrice Andrea Gacki ha confermato che il Tesoro sta finalizzando la cosiddetta “mixer rule”, che applicherà le disposizioni del Patriot Act a Bitcoin e altre criptovalute. Tale regola non si limita ai mixer, ma rappresenta un divieto generalizzato su qualsiasi software o comportamento che garantisca privacy transazionale agli utenti di blockchain pubbliche.
La mixer rule considererebbe le seguenti attività come “preoccupazione primaria per il riciclaggio di denaro”:
- raggruppamento o aggregazione di criptovalute da più persone, wallet o account;
- utilizzo di codice informatico per coordinare o manipolare la struttura delle transazioni;
- suddivisione di bitcoin per la trasmissione attraverso transazioni indipendenti;
- creazione di wallet, indirizzi o account monouso;
- scambio tra diversi tipi di criptovalute e facilitazione di ritardi nelle attività transazionali.
Queste disposizioni potrebbero mettere sotto sospetto anche gli utenti che utilizzano pratiche comuni di privacy, potenzialmente portando a responsabilità penali simili allo smurfing nella finanza tradizionale, ossia il frazionamento di grosse somme di denaro in tanti piccoli movimenti per eludere i controlli bancari, reato che comporta una pena detentiva federale fino a cinque anni di carcere.
Parallelamente, il Congresso sta riesaminando lo Special Measures to Fight Modern Threats Act, originariamente introdotto nel 2022 dal Rappresentante Himes e ora riproposto dal deputato Zach Nunn. Tale normativa concederebbe al Tesoro il potere di vietare qualsiasi transazione ritenuta rischiosa senza preavviso o consultazione pubblica. Come osservato da Nicholas Anthony del Cato Institute, il Tesoro potrebbe usare tale autorità per proibire alle banche USA di elaborare transazioni Bitcoin validate da miner situati all’estero.
L’estensione del Patriot Act e la possibile approvazione dello Special Measures to Fight Modern Threats Act rappresentano un attacco diretto alla privacy su Bitcoin e asset digitali. L’obiettivo sembrerebbe quello di creare un sistema finanziario digitale a due livelli: un livello “legittimato” (stablecoin, exchange regolamentati ed ETF spot) dove la sorveglianza è totale, e un livello “occulto” (self-custody, exchange no-KYC e privacy tool) che viene gradualmente escluso e marginalizzato.
Francis Pouliot, Ceo di Bull Bitcoin, ha commentato:
“Attacco dei burocrati statunitensi alla privacy degli utenti Bitcoin. Lo scenario orwelliano potrebbe non realizzarsi del tutto, ma rappresenta un segnale: se glielo permettiamo, stabiliranno che qualsiasi uso di Bitcoin, tranne tramite wallet custodial tracciati, è “sospetto”.
La duplice politica americana è il risultato di una strategia mirata. Il governo degli Stati Uniti sta legittimando e promuovendo le stablecoin perché rappresentano un’estensione controllabile del suo potere finanziario, un “cavallo di Troia” che rafforza l’egemonia del dollaro nell’era digitale. Bitcoin rappresenta l’opposto: un sistema monetario completamente indipendente dal controllo statale. Non è un caso che lo stesso Presidente Trump nel 2021 abbia dichiarato: “Bitcoin sembra solo una truffa. Non mi piace perché è un’altra valuta che compete con il dollaro”, aggiungendo di voler fare della valuta statunitense “la moneta del mondo”. La sua natura deflattiva, la supply limitata e l’impossibilità di controllo centralizzato lo rendono un competitor.





