La Turchia inasprisce i controlli sulle criptovalute con limiti giornalieri e verifiche della fonte dei fondi per combattere le attività illecite.
Secondo quanto riportato da AA, il Ministero del Tesoro e delle Finanze turco Mehmet Şimşek ha annunciato una serie di disposizioni che impongono ai fornitori di servizi crypto verifiche più rigorose e nuove limitazioni operative.
Le nuove disposizioni richiedono alle piattaforme di raccogliere informazioni dettagliate su ogni transazione effettuata dagli utenti. Ogni trasferimento dovrà essere accompagnato da una spiegazione scritta di almeno 20 caratteri che ne descriva lo scopo specifico. Parallelamente, gli operatori dovranno verificare l’origine dei fondi coinvolti in ogni operazione.
Secondo le autorità governative, tali misure mirano a incrementare la trasparenza del sistema e a facilitare l’identificazione precoce di attività sospette. L’obiettivo dichiarato è creare un ambiente più controllato che possa scoraggiare l’utilizzo delle criptovalute per finalità criminali o di riciclaggio.
Un altro cambiamento riguarda i tempi di attesa per i prelievi di criptovalute. Qualsiasi asset digitale acquistato, scambiato o depositato sarà soggetto a un periodo di blocco di 48 ore prima che possa essere prelevato dalla piattaforma. Per gli utenti che effettuano il loro primo prelievo, il periodo di attesa si estende a un minimo di 72 ore. Le autorità ritengono che questi ritardi possano limitare la capacità dei criminali di trasferire rapidamente fondi illeciti al di fuori del sistema prima che vengano individuati o bloccati dalle autorità competenti.
Il Ministero ha inoltre stabilito un tetto massimo giornaliero di $3.000 per i trasferimenti di stablecoin, con un limite mensile fissato a $50.000. Secondo il governo, tali limitazioni sono state progettate per impedire il movimento rapido di ingenti somme di denaro che potrebbero essere collegate a scommesse illegali, frodi o altri proventi criminali. Tuttavia, le piattaforme che rispettano completamente la “Travel Rule” – che richiede la raccolta di informazioni identificabili sia sul mittente che sul destinatario – potranno operare con limiti doppi rispetto a quelli standard.
Nonostante i limiti delle nuove norme, il Ministero ha chiarito che l’obiettivo non è soffocare le attività legittime nel settore delle criptovalute. Şimşek ha specificato che le transazioni legate al market making, alla fornitura di liquidità e all’arbitraggio continueranno a essere permesse senza restrizioni.
Il Ministero ha infine emesso un avvertimento alle piattaforme che non rispetteranno le nuove disposizioni: le sanzioni potranno includere penalità amministrative, multe finanziarie o persino il diniego o la cancellazione delle licenze operative.





