Il Dipartimento del Lavoro americano ha proposto una norma che faciliterebbe l’inclusione di criptovalute e asset alternativi nei piani pensionistici 401(k).
Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha proposto una nuova regola che renderebbe più semplice per i piani pensionistici 401(k) includere asset alternativi come criptovalute, private equity e immobili. La proposta, annunciata lunedì 30 marzo, è una risposta diretta all’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump in agosto, che aveva incaricato il Dipartimento del Lavoro e la Securities and Exchange Commission di facilitare l’accesso a investimenti alternativi nei piani pensionistici.
La segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer ha commentato la proposta con una dichiarazione ufficiale: “Questa regola proposta mostrerà come i piani possono considerare prodotti che meglio riflettono il panorama degli investimenti così come esiste oggi”. Se adottata, la norma segnerebbe un cambiamento significativo nella struttura dei piani pensionistici americani, storicamente concentrati su azioni e obbligazioni, aprendo la porta a token digitali e fondi di mercato privato non quotati su borse pubbliche.
La mossa si inserisce in un percorso già avviato. Lo scorso maggio, il Dipartimento del Lavoro aveva revocato una precedente linea guida che invitava i fiduciari a esercitare “estrema cautela” prima di aggiungere criptovalute ai piani pensionistici. L’ordine esecutivo di Trump era andato oltre, chiedendo che i digital asset fossero trattati alla pari delle altre opzioni di investimento disponibili nei piani 401(k).
La proposta ha però sollevato critiche da parte di alcuni legislatori. La senatrice Elizabeth Warren ha attaccato duramente la misura in una dichiarazione: “Mentre emergono crepe nel mercato del credito privato, i rendimenti del private equity scendono ai minimi degli ultimi 16 anni e le criptovalute continuano a calare, il presidente Trump ha deciso che questo è il momento giusto per inserire tutti questi asset rischiosi nei 401(k) degli americani”.
I piani 401(k) americani detengono migliaia di miliardi di dollari in risparmi pensionistici, e anche una piccola riallocazione verso i digital asset potrebbe convogliare nuovo capitale nel settore. La portata potenziale della misura la rende uno degli sviluppi normativi più rilevanti per il settore dall’avvio della presidenza Trump.
La notizia si inserisce in un contesto di crescente interesse istituzionale verso i digital asset. Fannie Mae ha recentemente approvato mutui garantiti da bitcoin e digital asset in collaborazione con Better e Coinbase, mentre in Australia il fondo pensione Hostplus sta valutando l’accesso ai digital asset. La tendenza globale verso l’integrazione delle criptovalute negli strumenti di risparmio istituzionale appare avviata.





