Il governo di Hanoi ha disposto la chiusura degli account bancari privi di verifica biometrica, interessando oltre 86 milioni di conti.
A partire dal 1° settembre il Vietnam ha deciso di chiudere definitivamente oltre 86 milioni di conti bancari che non rispettavano i nuovi requisiti di autenticazione biometrica facciale. I restanti 113 milioni sono stati sottoposti a verifica secondo le nuove normative anti-frode e antiriciclaggio.
La situazione ha colpito particolarmente gli stranieri residenti nel Paese asiatico. Un utente Reddit, ex contractor internazionale, ha raccontato di essere stato costretto a rientrare fisicamente in Vietnam per evitare la chiusura del suo conto HSBC, non essendo previste soluzioni remote per la verifica biometrica.
“Questo è un modo molto subdolo di effettuare un bail-in, aumentando al tempo stesso il controllo da parte dello Stato”, ha commentato l’utente Marty Bent.
Secondo Daniel Batten, ricercatore e co-fondatore di CH4 Capital, tali misure conferiscono alla banca centrale vietnamita “capacità di sorveglianza finanziaria di nuova generazione”.
Il governo di Hanoi ha giustificato l’introduzione delle nuove regole citando l’aumento dell’uso di intelligenza artificiale generativa e tecniche di spoofing sofisticate per aggirare i sistemi di sicurezza bancaria. Lo scorso maggio, la polizia locale ha smantellato una rete di riciclaggio che utilizzava scansioni facciali false e aveva movimentato circa 1.000 miliardi di dong vietnamiti ($39 milioni).
Le nuove normative richiedono l’autenticazione biometrica facciale per la prima registrazione e per i trasferimenti online superiori a 10 milioni di dong ($379), mentre per transazioni combinate oltre 20 milioni di dong ($758) serve sempre la verifica biometrica.





