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Michael Saylor sotto accusa: le affermazioni sulla self-custody infiammano il dibattito

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Ottobre 23, 2024
in Bitcoin
Michael Saylor sotto accusa: le affermazioni sulla self-custody infiammano il dibattito
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Saylor afferma che le banche potrebbero essere i custodi ideali per Bitcoin, mentre i sostenitori della self-custody ricordano i rischi di centralizzazione e di perdita di sovranità.

Le recenti dichiarazioni di Michael Saylor, presidente esecutivo di MicroStrategy, riguardo la custodia di Bitcoin attraverso grandi istituzioni finanziarie hanno acceso il dibattito all’interno della comunità Bitcoin. Saylor, che in passato ha parlato di self-custody come misura contro il controllo centralizzato, ha recentemente indicato che la custodia istituzionale potrebbe offrire un’alternativa più sicura rispetto alla gestione individuale. Tali osservazioni, espresse durante un’intervista del 21 ottobre con la giornalista Madison Reidy, hanno provocato diverse reazioni da parte dei membri del settore.

Il cambio di opinione

Secondo Saylor le grandi istituzioni finanziarie, spesso definite “too big to fail”, potrebbero essere i custodi ideali per Bitcoin. Invece di affidarsi agli hardware wallet, Saylor ha proposto che sarebbe più sicuro fare affidamento sulle banche, che a suo avviso sono progettate per essere custodi di asset finanziari. Tale opinione contraddice le sue precedenti affermazioni in difesa della self-custody e contro il governo fatte dopo il crollo di FTX nel 2022, quando dichiarò:

“Nei sistemi in cui non esiste la self-custody, i custodi accumulano troppo potere, e questo li può portare ad abusarne”.

Consigliò anche di memorizzare la propria seed phrase e di non cedere alle pressioni esterne da parte delle autorità in caso di richiesta dei propri bitcoin.

Per i sostenitori della self-custody la custodia attraverso grandi istituzioni finanziarie aumenta i rischi legati alla centralizzazione e all’intervento regolamentare da parte delle autorità. Esempi storici, come l’ordine esecutivo 6102 del 5 aprile 1933 sulla proprietà privata dell’oro, rafforzano tali preoccupazioni. Durante l’intervista Saylor ha respinto i timori di una confisca governativa, definendole paure esagerate di “cripto-anarchici paranoici”, un’affermazione che ha suscitato ulteriori critiche. Saylor ha dichiarato che nessun oro fu confiscato con la forza e che i cittadini consegnarono volontariamente il loro oro senza coercizione. Dato che gli Stati Uniti non hanno adottato un sistema monetario basato su Bitcoin, secondo Saylor è irragionevole tracciare parallelismi tra la confisca dell’oro del 1933 e una potenziale confisca di bitcoin in futuro.

Le reazioni della comunità

Le affermazioni di Saylor hanno scatenato la comunità Bitcoin su X.

John Carvalho, Ceo di Synonym, ha criticato il cambio di opinione di Saylor, sottolineando che in passato affermava che “Bitcoin è speranza” per tutti:

“Sono curioso di sapere cosa significhi esattamente questo, se dobbiamo sminuire i ‘cripto-anarchici paranoici’ e i loro ‘luoghi comuni’ come venditori con secondi fini”.

Samson Mow, Ceo di Jan3, ha affermato:

“Un governo non ha bisogno di confiscare fisicamente i tuoi bitcoin. Può semplicemente bloccare i BTC custoditi in custodi approvati per sempre, ovvero “Bitcoin istituzionale”. E poi può far scendere il prezzo di quel Bitcoin diminuendo la sua utilità”.

Al contrario, alcuni membri del settore hanno difeso il punto di vista di Saylor, suggerendo che i suoi commenti siano destinati all’adozione istituzionale piuttosto che agli utenti individuali.

Julian Figueroa, conduttore del canale youtube Get Based, ha difeso le dichiarazioni di Saylor, commentando:

“Le istituzioni non sono e non saranno mai anarchiche. Le piccole imprese e i comuni cittadini possono avere hardware wallet e sovranità, ma le istituzioni con oltre 200 dipendenti, i fondi pensione o i fondi patrimoniali avranno bisogno di banche per Bitcoin”.

Mitchell Askew, capo analista di Blockware Solutions, ha evidenziato che le istituzioni di grandi dimensioni optano per la custodia a causa di vincoli normativi e logistici, considerando l’approccio di Saylor come uno sforzo per rendere Bitcoin più accessibile alle istituzioni, specialmente alle grandi aziende che potrebbero non voler gestire i propri wallet:

“Saylor è disposto a sopportare le critiche dai “maxi” per rendere Bitcoin “meno controverso” e offrire una copertura alle istituzioni, affinché possano investire capitale in BTC e far crescere i nostri investimenti. Leggenda”.

La posizione di MicroStrategy

Con oltre 252.220 BTC, equivalenti a circa $17 miliardi, MicroStrategy sembrerebbe voler puntare a diventare una Bitcoin Bank. Recenti dichiarazioni di Saylor hanno alimentato speculazioni sulle possibili ambizioni di MicroStrategy di diventare un’entità finanziaria focalizzata su Bitcoin, offrendo servizi come prestiti garantiti.

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