I colossi tecnologici cinesi accelerano la corsa globale alle stablecoin in yuan offshore per l’internazionalizzazione della valuta.
Due giganti della tecnologia cinese, JD.com e Ant Group, stanno esercitando pressioni sulla Banca Popolare Cinese (PBOC) per ottenere l’autorizzazione a lanciare stablecoin ancorate allo yuan in territorio offshore.
Secondo fonti informate riportate da Reuters, le due aziende tech hanno sollecitato la banca centrale ad autorizzare il lancio di stablecoin in yuan con base a Hong Kong. Tali discussioni riservate rappresentano una mossa strategica per posizionarsi nel mercato emergente delle stablecoin.
Durante incontri a porte chiuse, JD.com ha presentato alla PBOC argomentazioni sull’importanza critica delle stablecoin in yuan offshore per promuovere l’internazionalizzazione della valuta cinese.
Ant Group ha annunciato l’intenzione di richiedere una licenza per stablecoin a Hong Kong, mentre il fondatore di JD.com, Richard Liu, ha dichiarato che l’azienda pianifica di ottenere licenze per stablecoin in diverse giurisdizioni a livello globale.
L’Autorità Monetaria di Hong Kong ha già lanciato una sandbox per gli emittenti di stablecoin con partecipanti di rilievo inclusi Standard Chartered Bank, Animoca Brands, Hong Kong Telecommunications, JD Coinlink e RD InnoTech.
Il governatore della PBOC, Pan Gongsheng, ha riconosciuto che le stablecoin e le valute digitali delle banche centrali stanno rimodellando l’infrastruttura dei pagamenti globali. Pan ha anche annunciato piani per stabilire un centro operativo internazionale e-CNY a Shanghai per espandere l’influenza globale dello yuan cinese.
La spinta cinese verso le stablecoin in yuan avviene mentre gli Stati Uniti avanzano nella regolamentazione. Il Senato americano ha approvato il disegno di legge GENIUS Act il mese scorso, facendolo avanzare alla Camera.





