La nuova normativa apre le porte agli istituti finanziari per offrire servizi crypto ai grandi investitori.
L’assemblea nazionale di El Salvador ha approvato una legislazione che consente alle principali istituzioni finanziarie di richiedere licenze per fornire servizi denominati in bitcoin e altri asset digitali.
La nuova normativa stabilisce i criteri per l’accesso a tali servizi finanziari. Gli istituti di credito devono possedere un capitale minimo di $50 milioni per qualificarsi come banche d’investimento, categoria regolamentata separatamente rispetto alle banche commerciali tradizionali. Una volta ottenuto questo status, possono richiedere diverse licenze per offrire strumenti finanziari legati ai digital asset.
I servizi sono esclusivamente destinati a “investitori sofisticati”, individui con più di $250.000 in asset liquidi, incluso potenzialmente bitcoin stesso.
Il nuovo quadro normativo rappresenta un cambio di paradigma rispetto alla strategia iniziale del Paese. Nel 2021, El Salvador aveva reso bitcoin moneta a corso legale, ma questa politica è stata successivamente rivista all’inizio del 2025 per soddisfare le condizioni di un prestito da $1,4 miliardi dal Fondo Monetario Internazionale.
La legislazione introduce tre categorie principali di licenze crypto:
- fornitore di servizi Bitcoin;
- fornitore di servizi per asset digitali;
- emittente di asset digitali.
In pratica, la normativa permette alle istituzioni di detenere bitcoin, emettere token e strutturare operazioni legate alle criptovalute all’interno dell’attuale regime di licenze invece di crearne uno nuovo.
Secondo la rappresentante Dania González, sostenitrice della legge e supportata dal Ministero dell’Economia, “l’architettura istituzionale del sistema finanziario salvadoregno sarà ampliata come entità nuova, ma regolamentata e supervisionata, complementare al sistema bancario tradizionale che tutti conosciamo”.





