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Tornado Cash: udienza sul proscioglimento di Roman Storm, le teorie del governo

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Aprile 17, 2026
in Crypto
Tornado Cash: udienza sul proscioglimento di Roman Storm, le teorie del governo
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Al tribunale del distretto sud di New York si è tenuta l’udienza sulla mozione di proscioglimento del developer di Tornado Cash Roman Storm, con la giudice Failla più volte in disaccordo con le teorie dell’accusa.

Come riportato da The Rage, lo scorso giovedì il tribunale del Southern District of New York (SDNY) ha ascoltato le argomentazioni di accusa e difesa sulla mozione di proscioglimento del developer di Tornado Cash Roman Storm. L’udienza, attesa da mesi, servirà a determinare se Storm andrà incontro a un nuovo processo e se la sua condanna sarà annullata. Storm era stato condannato su un capo d’accusa per cospirazione a operare un servizio di trasmissione di denaro senza licenza, e la sua difesa ha presentato una cosiddetta Rule 29 motion, che consentirebbe al tribunale di annullare la condanna qualora le prove presentate al processo fossero ritenute giuridicamente insufficienti.

Le discussioni si sono concentrate principalmente sulla giurisdizione del SDNY, ovvero se un atto manifesto della presunta cospirazione criminale si sia effettivamente svolto nel distretto sud di New York. Al centro del dibattito sono emersi tre nodi principali: la separazione tra l’interfaccia utente (UI) di Tornado Cash e il protocollo stesso, se Tornado Cash abbia effettivamente trasferito fondi, e se il protocollo fosse gestito con intento criminale. La difesa ha sottolineato che i pagamenti effettuati a Infura – servizio di hosting ampiamente utilizzato nell’ecosistema Ethereum – erano stati eseguiti in criptovaluta, senza coinvolgere conti bancari newyorchesi, e che Infura era usato solo per hostare la UI, non essenziale per accedere al protocollo.

L’avvocato di Storm, Brian Klein, ha insistito sulla distinzione tra la UI come strumento neutro di accesso al protocollo e il protocollo in sé: “Non è uno strumento progettato specificamente per facilitare il riciclaggio di denaro. Utenti legittimi potevano e lo usavano.”  La giudice Failla ha risposto di aver già visto le argomentazioni sul “neutral tool”, ma di non averle riscontrate nella giurisprudenza. Klein ha inoltre precisato che il totale dei fondi illeciti transitati attraverso Tornado Cash nell’intero periodo contestato ammontava a un massimo del 15% del volume delle transazioni, chiedendo quale soglia di fondi illeciti costituirebbe intento criminale.

L’accusa, rappresentata da Ben Arad ha adottato posizioni che in più occasioni hanno lasciato perplessa la giudice. Arad ha sostenuto che Tornado Cash fosse il soggetto a trasferire i fondi, citando il ruolo dei relayer nelle operazioni di prelievo, e che Storm controllasse “il protocollo Tornado Cash nel suo complesso”. Ha poi avanzato la teoria che tutti i fondi nel protocollo potessero essere considerati illegittimi perché contribuivano al funzionamento del servizio, anche se solo una percentuale proveniva da attività criminali – e che quindi ogni miglioramento apportato costituisse un atto criminale. Failla ha risposto: “Potrei dire che stava andando meglio prima di iniziare a parlare”, portando come esempio il fatto che Windows migliora continuamente le proprie funzionalità a beneficio di utenti legittimi e non, senza che questo costituisca reato.

Un punto di forte tensione ha riguardato il concetto di inazione come reato. L’accusa ha sostenuto che Storm avrebbe potuto evitare la responsabilità penale chiudendo Tornado Cash o ritirandosi dall’operazione, una volta consapevole dell’uso criminale. Klein ha replicato che un cryptocurrency mixer è legale – posizione ammessa dalla stessa accusa – e che il governo non può sostenere che gestirlo fosse di per sé illegale. Failla ha interrogato ripetutamente l’accusa su quando esattamente sarebbe insorta la responsabilità penale, ricevendo come risposta che “ogni passo compiuto in favore di quel servizio era un atto criminale”. La giudice ha precisato di essere “preoccupata” se la teoria dell’accusa si riduceva al mantenimento in vita del business sapendo che veniva usato per scopi illeciti, e ha chiarito che potrebbe in ultima analisi concordare con la difesa sull’insufficienza delle teorie dell’accusa, pur riservandosi la decisione finale.

La giudice Failla ha tuttavia evidenziato che le comunicazioni interne mostravano che Storm e il suo team erano consapevoli di potenziali responsabilità penali, anche se “il fatto che le loro preoccupazioni si traducano effettivamente in responsabilità penale potrebbe essere una questione diversa.” Le date suggerite per un eventuale nuovo processo – sui due restanti capi d’imputazione di cospirazione per violazione delle sanzioni e cospirazione per riciclaggio di denaro – sono il 26 ottobre, il 30 novembre e gennaio 2027. La giudice ha però invitato le parti a non interpretare l’udienza come indicativa del suo orientamento definitivo sulla questione.

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