Dal Nord al Sud della Penisola, un movimento crescente di attivisti e meetup divulga i principi di Bitcoin attraverso incontri locali e iniziative dal basso.
Mentre in molti Paesi l’attenzione si disperde tra il prezzo di bitcoin, l’adozione istituzionale e l’hype per nuovi prodotti finanziari collegati, le community italiane mantengono un approccio focalizzato esclusivamente sulla tecnologia Bitcoin e il suo impatto economico e sociale. Tale caratteristica distingue l’Italia come contesto di adozione dal basso, dove meetup, eventi e iniziative educative si sviluppano attraverso il lavoro di organizzatori locali che si concentrano sui principi fondamentali del protocollo Bitcoin.
Le community italiane mostrano una cultura Bitcoin orientata sui valori originali descritti da Satoshi Nakamoto. I gruppi locali concentrano le discussioni su temi come sovranità monetaria, privacy e gestione autonoma delle chiavi private. Si tratta di un movimento che si sviluppa a livello territoriale, attraverso incontri in bar e locali dove persone comuni discutono di tecnologia, crittografia, economia e teoria monetaria.
Dai primi incontri del Bitcoin Meetup Milano ai Satoshi Spritz diffusi anche nel resto d’Italia, si è registrata una crescita di gruppi locali che hanno mantenuto le attività anche durante i periodi di bear market, concentrandosi su contenuti formativi. Città come Brescia, Torino, Bologna, Venezia e centri più piccoli ospitano comunità che contano centinaia, se non migliaia, di membri attivi.
Per comprendere meglio il panorama delle community Bitcoin presenti in Italia, Atlas21 ha intervistato i principali organizzatori e fondatori dei gruppi più attivi sul territorio nazionale, raccogliendo le loro testimonianze dirette sull’evoluzione, le attività e gli obiettivi di ciascuna realtà.
Bitcoin Valley
Marco Amadori, founder di Inbitcoin, è stato uno dei primi in Italia a parlare pubblicamente di Bitcoin, con una testimonianza documentata già nel settembre 2012 durante un TEDx a Pordenone, quando era ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento. La Bitcoin Valley è nata quasi per caso: dopo una conferenza interna al centro di ricerca che aveva registrato un’affluenza inaspettata di 200 persone, una pizzeria vicina aveva accettato di sperimentare i pagamenti in bitcoin. Un articolo di giornale che seguì venne letto a Rovereto da un barista e dal proprietario di un ristorante vegano, che tramite un amico comune contattarono Amadori chiedendogli di permettere anche a loro di accettare pagamenti in bitcoin. “Era tutto un po’ per gioco”, ha ricordato il founder, che all’epoca proponeva costi volutamente alti per scoraggiare le richieste, salvo poi scoprire che i commercianti erano comunque disposti a pagarli. Da quel momento, la Bitcoin Valley è cresciuta organicamente attorno a questa rete iniziale di commercianti, proseguendo poi come cultura aziendale della startup Inbitcoin.
Come ha raccontato il fondatore, l’evoluzione della community si è sviluppata per imitazione: diversi cicli di merchant si sono susseguiti negli anni, con alcuni esercizi che hanno chiuso per motivi non legati a Bitcoin, mentre altri storici della prima ondata sono ancora attivi. Tra questi spicca il Mani al Cielo, il primo bar ad accettare bitcoin. Attualmente il 100% dei commercianti che accettano bitcoin in Trentino sceglie di tenerli invece di convertirli in euro, un cambiamento significativo rispetto agli inizi quando la maggior parte si appoggiava a servizi di conversione automatica come BitPay.
Il progetto ha assunto nel tempo una dimensione più ampia, con Inbitcoin che ha sviluppato diverse attività: formazione individuale e corsi, un negozio fisico a Rovereto che funziona anche come piccolo museo e attrae turisti e bitcoiner da altre nazioni, e iniziative educational come corsi per professori e studenti su temi legati ai cypherpunk. La Bitcoin Valley ha recentemente sponsorizzato una squadra di calcio a 5 in Serie A, dove durante le partite casalinghe è possibile pagare in bitcoin al bar dello stadio. Tra le peculiarità locali, diversi commercianti offrono sconti sui pagamenti in bitcoin che vanno dal 10% al 22%, una pratica nata spontaneamente da uno dei primi merchant per festeggiare il raggiungimento dei $2.000. Come ha evidenziato Amadori, le domande della comunità sono evolute nel tempo: “All’inizio le domande erano molto tecniche, poi si è passati al perché Bitcoin dovrebbe esistere, e adesso sono cambiate più sul come” – come comprare, mettere in sicurezza e utilizzare concretamente bitcoin.
Villaggio Bitcoin
Dopo aver organizzato diversi eventi divulgativi gratuiti a titolo personale, nel settembre 2021 Valerio Dalla Costa, founder di Villaggio Bitcoin e Bitcoin 4 Business, ha deciso di aprire nella provincia di Brescia uno dei primi punti fisici dedicati a Bitcoin in Italia. Come ha spiegato il fondatore, l’obiettivo era duplice: da un lato diffondere la conoscenza di Bitcoin, dall’altro creare un punto di riferimento fisico dove le persone potessero confrontarsi direttamente, aiutando a superare lo scetticismo iniziale di chi fatica a relazionarsi con la natura interamente digitale di Bitcoin.
“La crescita in questi quattro anni è stata costante”, ha dichiarato il fondatore di Villaggio Bitcoin: a febbraio 2025 l’azienda ha superato i 1.000 clienti paganti, con un trend in accelerazione nell’ultimo anno grazie all’ampliamento del team e delle risorse disponibili. Inoltre dal 2025 è nato Bitcoin 4 Business, uno spin-off dedicato alle imprese che offre integrazione dei pagamenti in bitcoin tramite BTCPayServer e consulenza fiscale specializzata. “Crediamo che le aziende siano la chiave per l’adozione di Bitcoin”, ha dichiarato Dalla Costa.
L’attività di Villaggio Bitcoin si sviluppa su più fronti: supporto e consulenza per privati, formazione attraverso corsi dal vivo e online, vendita di hardware wallet, libri e gadget, oltre a una crescente presenza territoriale. Dalla sede principale in provincia di Brescia, il progetto si è espanso con una filiale a Lecco e una nuova apertura prevista a Lugano. Tra le attività dell’azienda figura anche la gestione di eventi come il Villaggio Bitcoin Open Day e la co-organizzazione della conferenza BitCare Forum.
Bitcoin Beer
Bitcoin Beer nasce da un’esigenza specifica nel panorama delle community italiane. Andrea alias Mendace, il fondatore, ha spiegato che l’iniziativa è emersa dalla volontà di separarsi da alcune dinamiche presenti in altre community e di creare uno spazio diverso. “Volevo educare a Bitcoin in un ambiente accogliente e rilassato, piuttosto che cercare di allontanare sempre gli ultimi arrivati”, ha dichiarato Mendace, sottolineando come spesso i neofiti vengano frenati dal timore che le loro domande possano essere considerate inappropriate o fuori tema.
Dalla sua nascita il progetto ha registrato una crescita costante, raggiungendo oltre 20 community locali distribuite sul territorio nazionale, centinaia di follower sui social media e l’organizzazione di diversi meetup durante l’anno. Dopo un periodo iniziale di consolidamento, la community ha ottenuto collaborazioni con aziende del settore, tra cui l’exchange non-custodial Bull Bitcoin, che hanno contribuito ad ampliare la portata delle attività divulgative. “Inizialmente non è stato facile farsi accettare, soprattutto perché siamo nati da un fork, però con il tempo abbiamo ricevuto molti complimenti e soprattutto collaborazioni”, ha spiegato il fondatore.
L’attività principale di Bitcoin Beer rimane l’organizzazione di meetup locali dal vivo. Gli eventi puntano sulla qualità dei contenuti, ospitando spesso relatori che rappresentano da anni il movimento Bitcoin in Italia. “Bitcoin Beer è nato proprio per fare conoscenze e community dal vivo, per questo motivo cerchiamo sempre di migliorarci nella qualità dei nostri meetup”, ha commentato Mendace. Infine dal 2024 la community ha lanciato Unspent, un progetto dedicato all’educazione che integra blog, podcast, newsletter e contenuti per i social media.
Salento Bitcoin
Come spiegato dall’amministratore del gruppo Jacopo Graziuso, Salento Bitcoin nasce dalla volontà di sviluppare iniziative concrete per il movimento bitcoiner del Sud Italia, concentrandosi sull’aumento dell’adozione nel territorio salentino. “Ci siamo resi conto che per farlo servivano due cose: convincere i commercianti ad adottare Bitcoin e trovare e unire i bitcoiner sparsi per il Salento”, ha dichiarato Graziuso. Perciò il progetto si è strutturato intorno a questi due obiettivi principali: coinvolgere i commercianti locali e aggregare gli appassionati di Bitcoin presenti nella zona attraverso il gruppo Telegram Salento Bitcoin.
La crescita della community si è basata principalmente sul passaparola, sia offline con le aziende sia online. “Viviamo in una delle zone più turistiche d’Italia: è stato quindi semplice incontrare le simpatie delle altre community”, ha spiegato Graziuso, evidenziando come il “brand Salento” si sia rivelato un elemento vincente quando abbinato alla tecnologia Bitcoin.
L’attività di Salento Bitcoin si sviluppa su tre direzioni principali: la divulgazione attraverso canali social (Instagram e Telegram) per promuovere iniziative e fornire informazioni accessibili ai neofiti; l’organizzazione di meetup dal vivo per consolidare la community locale; e il supporto alle aziende per l’adozione di Bitcoin. “Il nostro obiettivo è aiutare le aziende del Salento a iniziare il percorso verso l’accettazione di bitcoin”, ha concluso Graziuso.
Final Step Bitcoin
Final Step Bitcoin rappresenta un caso di community nata online. Il progetto ha origine dall’omonimo canale YouTube aperto il 5 aprile 2023, con l’obiettivo di condividere conoscenze acquisite negli anni per supportare chi si avvicina per la prima volta a Bitcoin. “Dopo anni di approfondimento personale volevo condividere le informazioni che avevo imparato per tutti coloro che si trovano spaesati al primo approccio a Bitcoin”, ha spiegato Plak, founder di Final Step Bitcoin.
La crescita è stata progressiva: partendo da zero iscritti, il canale ha raggiunto circa 1.800 iscritti. Durante questo percorso si è registrata un’evoluzione nella tipologia di interesse della community: “inizialmente molti utenti mi facevano domande anche su altre criptovalute e protocolli ma con il passare del tempo la community si è verticalizzata su Bitcoin ed è esattamente ciò che volevo”, ha dichiarato il content creator.
L’attività principale del canale consiste nella produzione di contenuti video con frequenza di 2-3 pubblicazioni settimanali. I contenuti spaziano tra tutorial pratici, news, interviste con esperti del settore e spiegazioni di aspetti tecnici presentati con un linguaggio accessibile.
Bitcoin Bologna
Bitcoin Bologna nasce nel settembre 2022 dall’iniziativa di Sylvia, che partecipò a un incontro del Satoshi Spritz di Milano con l’idea di replicare il format nella città emiliana. “A settembre 2022 sono andata al Satoshi Spritz di Milano per capire come crearne uno a Bologna“, ha raccontato Sylvia. Il primo incontro del 21 ottobre 2022 contò cinque partecipanti, tuttora attivi nella community. La tempistica si è rivelata strategica, considerando che altre persone stavano valutando di creare un gruppo simile nello stesso periodo, ha spiegato una delle fondatrici della community bolognese.
La community ha raggiunto circa 500 membri e include commercianti, imprenditori e liberi professionisti che accettano bitcoin come mezzo di pagamento in diversi settori: ristorazione, farmacie, taxi, strutture ricettive, servizi legali e altro. Il gruppo ha mantenuto incontri settimanali costanti nonostante periodi di minore partecipazione, con una ripresa dell’interesse nell’ultimo periodo. “Non abbiamo mai saltato un appuntamento settimanale anche se un paio di volte era presente il numero minimo di persone”, ha sottolineato Sylvia.
Le attività di Bitcoin Bologna si articolano tra eventi fissi e iniziative saltuarie. Tra i primi spicca PlanBolo, festa estiva ai Giardini Margherita dove i pagamenti avvengono esclusivamente tramite il Lightning Network, e il Bitcoin Bologna Championship, quiz mensile su temi inerenti a Bitcoin. Le attività occasionali includono presentazioni tecniche su crittografia e protocollo Bitcoin, lezioni entry-level gratuite sui fondamentali (acquisto, custodia e utilizzo) e laboratori pratici per l’installazione di sistemi operativi come Linux. L’approccio della community privilegia l’accoglienza dei neofiti, puntando a offrire contenuti pratici accessibili già dal primo incontro. “La nostra attenzione è rivolta in larga parte a chi si approccia a Bitcoin per la prima volta, vogliamo farli sentire accolti e dar loro qualcosa da portare a casa già dal primo incontro”, ha commentato Sylvia.
Bitcoin EDU Veneto
Nel panorama delle community italiane più attive emerge Bitcoin EDU Veneto, realtà nata da circa un anno. “In quasi un anno abbiamo già superato i 1.500 membri”, ha dichiarato il fondatore Demetrio Battaglia. Il gruppo mantiene una linea divulgativa focalizzata sui neofiti, senza pretendere conoscenze pregresse.
L’attività principale di Bitcoin EDU Veneto consiste in meetup organizzati su tutto il territorio veneto, dove viene presentata una panoramica che spazia dalla nascita del concetto di moneta al protocollo tecnologico, con un focus sulle differenze tra valute fiat e Bitcoin. “Il nostro obiettivo è spiegare Bitcoin partendo dalle basi, dalla storia della moneta fino ad arrivare al white paper, senza dare nulla per scontato”, ha spiegato Battaglia. Il percorso formativo è strutturato in modo progressivo: dopo gli incontri pubblici, i partecipanti accedono al gruppo Telegram dove possono consultare materiale didattico organizzato per argomenti specifici.
Per chi desidera approfondire gli aspetti pratici, la community predispone serate informative dedicate all’utilizzo di bitcoin: “organizziamo serate dedicate agli aspetti pratici: come acquistare, come utilizzare bitcoin per i pagamenti e come custodire i propri fondi in sicurezza”, ha concluso Battaglia.
Satoshi Spritz Torino
Satoshi Spritz Torino rappresenta un caso di crescita organica nel panorama delle community italiane. La realtà torinese nasce come primo “fork” del Satoshi Spritz originale di Milano, che all’epoca era l’unico meetup del genere in Italia. Salvatore, fondatore del Satoshi Spritz Torino, racconta che l’ispirazione è arrivata dopo aver partecipato agli incontri milanesi insieme ai primi membri di BitPolito. La spinta iniziale è emersa dal desiderio di creare anche a Torino uno spazio informale e accogliente per gli appassionati di Bitcoin. “Il timing era perfetto, il terreno molto fertile e, grazie alla costanza, ci siamo ritrovati ad aver percorso milioni di chilometri senza nemmeno accorgercene”, ha commentato Salvatore.
Da un piccolo gruppo di 4-5 amici, la community ha raggiunto oltre 800 persone iscritte al gruppo Telegram, con una partecipazione mensile tra le più alte in Italia. Oggi il meetup torinese è considerato il più grande del Paese con oltre 40 partecipanti in media ad ogni incontro. I fondatori evidenziano come la crescita abbia portato anche cambiamenti demografici: se inizialmente il gruppo era composto principalmente da studenti o ex studenti, oggi la community è trasversale e variegata, capace di unire generazioni, background e professionalità diverse. “Grazie al Satoshi Spritz e agli incontri settimanali è nato un legame che va ben oltre la semplice amicizia, qualcosa che potremmo definire una vera e propria fratellanza”, hanno dichiarato Salvatore e Nik aka Harvey, community manager del gruppo torinese.
L’attività principale consiste in appuntamenti settimanali fissi ogni giovedì, mantenuti costanti da quasi tre anni senza interruzioni. Nel tempo, il format si è arricchito con diverse iniziative pensate per dare varietà agli incontri settimanali: il 21 (mini-talk di 21 minuti su temi specifici, con spazio per domande e confronto), il Cineforum con proiezioni di film o documentari seguite da dibattiti, il Dread Pirate Roberts Book Club, omaggio al forum di Silk Road, dedicato alla lettura e discussione di libri legati a Bitcoin, e la 10121 Academy per incontri pratici rivolti a chiunque desideri toccare con mano la tecnologia Bitcoin. La visione a lungo termine è quella di creare una Torino Bitcoin City che dimostri come Bitcoin non sia solo tecnologia ma un modo diverso di vivere e creare comunità. “Il Satoshi Spritz Torino non è semplicemente un meetup: è diventato a tutti gli effetti un appuntamento culturale. Un luogo in cui le persone si incontrano, discutono, imparano e si riconoscono parte di una comunità viva”, ha concluso Nik.
Bitcoin Bitches
Bitcoin Bitches nasce da un’osservazione specifica nel panorama delle community italiane. Laura Nori, la fondatrice, ha notato crescenti richieste e curiosità tra le ragazze sui suoi social e tra le amiche, che spesso le scrivevano per sapere di più su Bitcoin. Da questa necessità è emersa l’idea di creare qualcosa di diverso nel settore. “Ho voluto ricreare, come dico spesso, il gruppo del calcetto in versione Bitcoin”, ha spiegato Nori. L’approccio si distacca dai meetup tradizionali: l’obiettivo era creare un gruppo con cui uscire e divertirsi, non uno spazio esclusivamente tecnico.
La community ha registrato ottimi risultati nel corso del primo anno di attività. Sono stati organizzati meetup mensili ed eventi speciali, inclusa una festa di compleanno l’8 marzo con gadget personalizzati. La fondatrice ha dedicato gran parte del suo tempo all’iniziativa, organizzando incontri, scrivendo contenuti quotidiani e mantenendo attivo il gruppo. Il primo grande traguardo è arrivato vedendo ragazze provenienti da diverse parti d’Italia partecipare insieme a conferenze di settore. “Nessuna ci sarebbe andata da sola, e lì ho capito di aver creato qualcosa che funzionava davvero”, ha dichiarato la fondatrice. Tra le iniziative di maggior successo figura la “Bitcoin Educators Academy”: tre giorni di workshop su Bitcoin, public speaking e crescita personale in una cascina vicino Milano.
L’impatto della community si misura anche attraverso risultati concreti nella vita delle partecipanti: nel giro di un anno, cinque donne hanno trovato lavoro nel settore Bitcoin direttamente o indirettamente grazie al gruppo, mentre altre hanno trovato il coraggio di cambiare vita. La filosofia del progetto va oltre l’educazione tecnica, puntando a vivere Bitcoin come parte di una comunità che offre forza e libertà. “Non importa quante persone vengano ai meetup: quello che conta è poter cambiare la vita anche solo a una persona, con un gruppo Telegram gratuito”, ha commentato Nori. Attualmente la community non è attiva, ma la fondatrice sta lavorando per un ritorno futuro con un approccio più scalabile.
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