Dalla scarsità digitale all’abbondanza produttiva: come Bitcoin e AI stanno ridisegnando economia e società.
Bitcoin e intelligenza artificiale sono le tecnologie più chiacchierate del momento. Entrambe sono all’inizio della fase esponenziale del loro processo di adozione, e stanno già profondamente cambiando gli equilibri di mercato e i rapporti di forza nella società. Pur nascendo con scopi diversi e senza punti di contatto diretti sul piano tecnico, la loro sinergia potrebbe generare enormi benefici.
Scarsità vs abbondanza
Se Bitcoin ha introdotto la scarsità assoluta, per giunta nel reame digitale del copia-incolla, l’AI ha portato l’abbondanza nella creazione di valore. La rigidità dell’offerta di Bitcoin permette di mantenere perfettamente il valore nel tempo, dando la possibilità a chiunque di risparmiare in modo semplice e sicuro senza doversi improvvisare lupi di Wall Street o rivolgersi a consulenti finanziari dalla dubbia affidabilità.
Al contrario, l’AI (in particolare quella generativa) permette di produrre valore a ritmi e scale finora impensabili. Essa ha ridotto drasticamente i costi e i tempi di vari processi, e si prevede che impatterà quasi tutti i settori produttivi. Attività come lo sviluppo software sono passate dal richiedere mesi a pochi giorni, mantenendo alta la qualità — il 30% della codebase di Google e Microsoft è generata dall’AI.
Entrambe le tecnologie generano una forte tendenza deflazionistica: la prima ponendosi come sistema monetario alternativo immune alle spinte inflazionistiche indotte dalle banche centrali, la seconda come strumento per aumentare la produttività e ridurre i costi. In un Bitcoin Standard, magari con anche la presenza di robot intelligenti, questo comporterebbe una tendenza al forte e continuo aumento del potere d’acquisto.
Convergenza tecnologica
Bitcoin e AI saranno due pilastri fondamentali in un futuro sempre più digitale. Il primo si sta affermando giorno dopo giorno come riserva di valore mondiale — persino i grandi player della finanza e gli Stati lo stanno acquistando. La seconda sta abilitando una nuova economia, quella degli agenti, verso la quale transiteranno sempre più attività produttive, inizialmente supervisionate da umani per poi diventare totalmente autonome.
Questa convergenza tecnologica è stata evidenziata da diverse figure di spicco del mondo Bitcoin, come Jeff Booth, general partner di Ego Death Capital e autore di The Price of Tomorrow, e Cathie Wood, fondatrice e Ceo di ARK Invest. Entrambi sottolineano l’imminente trasformazione profonda del mondo del lavoro: molte mansioni saranno progressivamente assorbite dalle macchine, mentre nuove professioni emergeranno. Allo stesso tempo, avvertono che questa spinta verso la centralizzazione trova un contrappeso nella natura decentralizzata di Bitcoin, considerato “la moneta dell’AI”.
Ecco quali sono i punti di contatto più interessanti tra queste due tecnologie.
Micropagamenti machine-to-machine
Gli agenti AI si scambieranno valore e informazioni tra loro, gestiranno trattative, pianificheranno viaggi e faranno acquisti online. Per farlo efficacemente, considerando che gli scambi avverranno frequentemente e per cifre anche molto piccole, avranno bisogno di un sistema di pagamento sempre attivo, permissionless, con tempi d’attesa e costi di transazione irrisori. Lightning Network soddisfa pienamente tale esigenza, a maggior ragione in combinazione con altri protocolli come eCash e RGB.
Gli agenti potranno avere un proprio wallet, o condividerne uno multi-firma con altri agenti e/o umani. La programmabilità di Bitcoin permette di adattarsi perfettamente alle esigenze delle macchine, anche meglio di quanto non si riesca a fare per gli umani.
Reward per co-sviluppo
I micropagamenti tramite Lightning Network e gli altri protocolli connessi permettono di ricompensare con piccole somme gli utenti per certe attività svolte o servizi offerti. È possibile, ad esempio, mettere la propria potenza di calcolo in affitto, contribuire all’allenamento di un modello o essere parte di una rete in stile BitTorrent per condividere una knowledge base in modo decentralizzato.
Piccoli incentivi economici possono aumentare sensibilmente le interazioni degli utenti, in un’ottica che può diventare di gamification. In questo modo si possono aumentare i dati raccolti sul prodotto o servizio — nello specifico degli LLM, valutare la qualità delle risposte e fornire informazioni utili per successivi training.
Timestamping anti-contraffazione
Pur esistendo già da tempo, con l’avvento dell’AI generativa il tema dei deep fake è diventato di dominio pubblico. Se prima servivano competenze avanzate, oggi chiunque può creare foto o video falsi che difficilmente si distinguono da quelli veri. Per garantire l’autenticità di un dato e dimostrarne l’esistenza in un certo momento, è possibile utilizzare la blockchain come sistema notarile. Open TimeStamp è un protocollo open source creato dallo sviluppatore Peter Todd che permette in pochi click di fare proprio questo.
In futuro, al crescere delle commissioni onchain, usare la blockchain di Bitcoin a scopo notarile potrebbe rivelarsi sempre più proibitivo. Per far fronte a ciò, si potrebbero utilizzare sidechain o altri protocolli dedicati, o apporre firme digitali con algoritmi crittografici alternativi, anche senza ricorrere direttamente alla blockchain.
Sinergia mining-data center
Nonostante non ci siano punti comuni a livello di architettura software e algoritmi utilizzati, Bitcoin e AI sono più connessi di quanto si possa pensare. Entrambi necessitano di un’elevata potenza computazionale per operare, ottenuta tramite grandi quantità di energia e macchinari performanti. I chip utilizzati sono diversi, ma le strutture per ospitare le macchine, raffreddarle e tenerle in sicurezza, così come i contratti per avere energia a buon prezzo, possono essere condivisi tra attori di entrambi i settori.
I data center per l’AI necessitano di operare ininterrottamente, e di conseguenza di avere una fonte energetica stabile. Al contrario, i miner di Bitcoin possono essere accesi e spenti a piacere, permettendo all’impianto di far fronte a un’offerta energetica altalenante.
Controllare l’AI
L’AI rischia di diventare un fattore di centralizzazione nella società, probabilmente uno dei più gravi. L’enorme mole di dati necessari per il training e il costo elevato dell’infrastruttura necessaria a far girare modelli di grandi dimensioni non sono alla portata di tutti. La preoccupazione che poche aziende controllino l’intelligenza artificiale che tutti gli individui useranno in vari aspetti della loro vita pone serie domande circa il controllo sociale e la manipolazione delle informazioni.
Così come Bitcoin riporta la sovranità delle proprie finanze agli individui, è fondamentale avere modelli AI privati, che lavorano in locale e non condividono dati con l’esterno. I principi di open source e decentralizzazione di Bitcoin vanno riportati nel mondo AI per dare a privati e aziende il controllo della loro intelligenza — delegarne il controllo rappresenta una debolezza che, al crescere delle attività svolte dall’AI, diventerà sempre più intollerabile, soprattutto in ambito aziendale.
Mentre un nodo Bitcoin necessita al momento di meno di 1TB di memoria e di poca potenza di calcolo, “hostare” modelli AI potenti richiede performance maggiori, oltre alla complessità di scaricare e far girare un LLM per una persona non tecnica. In molti stanno lavorando al fine di ridurre il peso dei modelli, creando SLM (Small Language Model) in grado girare e allenarsi anche su dispositivi mobili — è il caso di QVAC, progetto lanciato pochi mesi fa da Tether.
Cavalcare il cambiamento
Così come per Bitcoin, è importante approfondire il tema dell’AI per capirne vantaggi e pericoli. Dire che ci renderà tutti più stupidi e controllati è miope, tanto quanto le accuse mosse un tempo dagli amanti delle biblioteche contro i motori di ricerca. Al contrario, si tratta di strumenti che, se usati correttamente, possono liberare gli individui e migliorare molti aspetti della vita quotidiana.
Il boom economico generato da queste tecnologie rivoluzionarie porterà inevitabilmente benefici maggiori a coloro in grado di comprenderle e controllarle. Acquisire la consapevolezza necessaria a essere potenziati dall’AI, invece che soggiogati, è fondamentale per prosperare in un futuro sempre più digitale, dove gli individui che padroneggiano le nuove tecnologie potranno raggiungere gradi di produttività e indipendenza una volta impensabili.
Per garantire la libertà, tanto della moneta quanto dell’intelligenza, open source e decentralizzazione restano in entrambi i casi i principi per cui lottare.





