Gli Emirati Arabi Uniti adotteranno il framework OCSE CARF: avvio nel 2027, scambio fiscale dal 2028.
Gli Emirati Arabi Uniti rafforzano l’armonizzazione delle proprie politiche sui digital asset con gli standard fiscali internazionali, sottoscrivendo il Multilateral Competent Authority Agreement per lo scambio automatico di informazioni nel quadro del Crypto-Asset Reporting Framework (CARF).
Il Ministero delle Finanze degli EAU ha ufficializzato l’adesione a questo accordo multilaterale, confermando l’impegno del Paese nell’implementazione del regime globale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per la rendicontazione degli asset digitali.
Il Crypto-Asset Reporting Framework rappresenta un meccanismo per lo scambio automatico di informazioni fiscali relative alle attività in criptovalute tra le giurisdizioni partecipanti. Tale iniziativa rafforza la cooperazione internazionale in materia di trasparenza e compliance fiscale nel settore degli asset digitali.
Secondo l’annuncio ministeriale, gli Emirati Arabi Uniti implementeranno il framework nel 2027, mentre il primo scambio di informazioni fiscali è programmato per l’inizio del 2028. È da sottolineare che la firma del CARF da parte degli Emirati Arabi non implica l’introduzione di una tassazione locale sui guadagni da criptovalute.
Consultazione pubblica per l’implementazione
Per preparare adeguatamente l’implementazione, gli EAU hanno avviato una consultazione pubblica mirata a raccogliere feedback dai principali stakeholder dell’industria, includendo exchange, custodi, trader e società di consulenza specializzate nel settore Bitcoin e criptovalute.
La consultazione, iniziata il 15 settembre, si concluderà l’8 novembre, offrendo agli operatori del mercato l’opportunità di contribuire alla definizione delle modalità operative del nuovo sistema di reporting fiscale.
Gli Emirati Arabi Uniti si uniscono così a una coalizione di 50 giurisdizioni che si sono impegnate ad implementare il CARF nei prossimi anni. Tra i Paesi che hanno già manifestato il proprio impegno all’adozione del framework figurano Nuova Zelanda, Australia e Paesi Bassi. Anche la Svizzera ha mosso passi in questa direzione: lo scorso 6 giugno, il governo elvetico ha adottato una normativa che consentirà lo scambio automatico di dati fiscali su transazioni crypto con 74 Paesi partner, principalmente quelli del G20.





