Le agenzie federali non hanno ancora consegnato i rapporti richiesti per la creazione della riserva strategica di bitcoin e della scorta di asset digitali.
Una recente richiesta di accesso agli atti pubblici (FOIA – Freedom of Information Act,) effettuata da The Rage ha messo in luce ritardi nell’implementazione della riserva strategica voluta dall’amministrazione Trump. I documenti ottenuti dal Tesoro americano rivelano che, nonostante le direttive presidenziali, le agenzie federali non hanno ancora fornito i rapporti necessari per avviare il progetto.
Lo scorso 6 marzo, il Presidente Trump ha emanato un ordine esecutivo che richiedeva alle agenzie federali di esaminare le proprie facoltà per trasferire asset digitali alla riserva strategica. I rapporti dovevano essere consegnati al Dipartimento del Tesoro entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’ordine, con scadenza fissata per il 5 aprile 2025.
Tuttavia, la risposta del Tesoro alla richiesta FOIA ha rivelato che i documenti richiesti non sono mai stati ricevuti. Invece di fornire i rapporti, il Tesoro ha reindirizzato la richiesta verso le singole agenzie competenti in materia di sequestri e confische, incluse IRS, Homeland Security Investigations e Secret Service.
Precedenti indagini giornalistiche hanno inoltre evidenziato discrepanze nelle stime dei bitcoin detenuti dal governo americano. Mentre le stime pubbliche parlano di circa 200.000 BTC in possesso del governo, i dati ufficiali del US Marshal Service, l’agenzia responsabile del programma di confische federali, indicano soltanto 30.000 BTC. Tale differenza non è dovuta a vendite governative, ma piuttosto alla distinzione tra fondi sequestrati (che potrebbero essere restituiti alle vittime) e fondi effettivamente confiscati come proprietà governativa.





