Il co-fondatore del mixer contesta la condanna per trasmissione non autorizzata di denaro, sostenendo l’assenza di prove sull’intenzionalità.
Roman Storm, uno dei creatori di Tornado Cash, ha presentato una mozione presso un tribunale federale degli Stati Uniti per ottenere l’annullamento della sua condanna per trasmissione di denaro senza licenza. La difesa sostiene che l’accusa non abbia fornito prove sufficienti a dimostrare che Storm avesse l’intento di facilitare attività illecite attraverso il protocollo di mixing.
Le argomentazioni legali
Secondo i documenti legali depositati il 30 settembre presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, gli avvocati di Storm sostengono che il governo non sia riuscito a provare l’esistenza di un’intenzione deliberata di aiutare malintenzionati nell’utilizzo della piattaforma. Tale elemento, secondo la difesa, invaliderebbe le basi della condanna fondata sulla mancata azione per negligenza.
“Il collegamento tra Storm e gli attori malevoli si basava sull’affermazione che egli fosse a conoscenza dell’utilizzo di Tornado Cash da parte di questi soggetti e non avesse adottato misure sufficienti per impedirlo. Si tratta di una teoria basata sulla negligenza”, si legge nella mozione.
Tornado Cash è un protocollo decentralizzato e non-custodial basato su smart contract per Ethereum che utilizza crittografia basata su zero-knowledge proof per migliorare la privacy delle transazioni. Lanciato da Roman Storm e Roman Semenov nel 2019, il servizio permette agli utenti di interrompere la tracciabilità on-chain dei loro ether.
Il protocollo è finito sotto l’occhio dei regolatori principalmente perché sarebbe stato utilizzato per riciclare miliardi di dollari di fondi illeciti, inclusi fondi collegati a hacker nordcoreani. L’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri (OFAC) del Tesoro statunitense ha accusato Tornado Cash di aver facilitato operazioni di riciclaggio, affermando che avrebbe elaborato oltre $7 miliardi in asset digitali dal 2019, con il 30% presumibilmente legato ad attività illegali.
L’arresto e le conseguenze per i fondatori
Storm è stato arrestato alla fine di agosto 2023 dall’FBI e dalla Divisione Investigativa Criminale dell’IRS a Washington D.C. Il co-fondatore Semenov è stato invece inserito nella lista dei cittadini specialmente designati dell’OFAC. Alla fine di agosto, un funzionario del Dipartimento di Giustizia statunitense si è opposto a un nuovo processo per Storm.
Il caso ha suscitato forti critiche nell’industria dei digital asset. Ad agosto, la Blockchain Association, gruppo di lobby pro-crypto negli Stati Uniti, ha dichiarato che la condanna di Storm potrebbe creare un precedente “pericoloso” per gli sviluppatori e la privacy. L’associazione ha inoltre sottolineato che Storm non esercitava alcun controllo sulle criptovalute che transitavano attraverso il protocollo.





